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Lucifero

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Lucifero

Anche se si è si è fatto molto di Lucifero, l’”angelo caduto”, il suo nome compare solo tradotto come tale in un verso nella bibbia del Re Giacomo, in Isaia 14:12, dove viene chiamato “figlio del mattino”. “Lucifero” viene tradotto anche come “Stella del Giorno, figlio dell’Aurora”. Questo passo descrive la “caduta dal cielo” della stella del giorno dopo che egli tenta di “salire al cielo; sopra le stelle di Dio” per fissare il suo trono. Da questo singolo passo, ha preso forma un enorme racconto, con ogni genere di speculazione su chi fosse “realmente” Lucifero, inclusa ogni cosa dal capo dei demoni a quella di alieni malvagi.
Nonostante l’intrigo politico, Lucifero significa semplicemente “Portatore di Luce”, e nei primi tempi era un dio sole, motivo per cui è chiamato “Stella del Giorno, figlio del mattino/aurora”. Il dio sole Lucifero viene “cacciato fuori dal cielo” dagli altri angeli, o stelle, quando scende la notte. Questo dio/angelo Lucifero è pre-Ebraico, si trovava a Cana, in Egitto e in Mesopotamia, e originariamente non era considerato cattivo. In Olandese, un Lucifero è un fiammifero, un oggetto puramente utilitario che porta luce e fuoco. Come i molti dei di altre culture, Lucifero venne reso negativo dai Cristiani in modo che essi potessero alzare il loro dio al di sopra di esso. Ironicamente, poiché ambedue sono la stella del giorno o del mattino, Gesù e Lucifero di fatto sono uno solo e lo stesso.
Il mito di Lucifero si può trovare anche nella stori aGreca del “figlio del sole”, Fetente, che fu cacciato dal cielo da suo Padre dopo aver commesso il crimine di presunzione. La storia di Vulcano, il dio solare Romano, è simile al mito di Lucifero, pochè anche lui viene cacciato dal cielo dagli dei quando scende l’oscurità.

Acharya S. La Cospirazione Di Cristo

Adamo

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Adamo non è un personaggio storico, poiché la parola “Adam” significa semplicemente “uomo” e non è un nome di persona. Adamo è Atum o Amen in Egitto, l’uomo archetipo e figlio di Ptah il Padre.5 Nelle scritture Caldee, dalle quali gli scritti Isaraeliti furono in gran parte plagiati, egli viene chiamato “Adami”, e nelle Babilonesi egli è “Adamu”. Come nella versione Ebraica, all’Adamu Sumero-Babilonese era stato proibito dagli dei di mangiare il frutto dell’immortalità, perché egli non “fosse come un dio”. Adamo è anche “adamah”, che significa “argilla insanguinata”, che si riferisce al sangue mestruale.6 Walker spiega che “la storia biblica della creazione di Adamo dall’argilla da parte di Dio, fu plagiata dai testi antichi con il solito cambiamento da parte dei patriarchi del sesso della divinità, che era la dea Sumero-Babilonese “Vasaia” Aruru.7

Acharya S. La Cospirazione Di Cristo

I Discepoli sono i Segni dello Zodiaco

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I Discepoli sono i Segni dello Zodiaco

Come abbiamo visto, il sole di Dio con i dodici discepoli non è storico ma un vecchio motivo mitologico ed astrologico che si trova tutto intorno al globo per migliaia di anni e che simbolizza il sole e i suoi movimenti attraverso i cieli, prima che fosse carnalizzato, Giudaizzato e storicizzato nel racconto evangelico di Gesù Cristo. In realtà, come Gesù, i famosi discepoli biblici non sono registrati in alcun luogo nelle opere di alcuno storico del loro tempo. L’unica fonte per i discepoli/apostoli è la letteratura Cristiana, nella quale le storie delle loro “vite” di fatto sono altamente apocrife, allegoriche e, quindi, inadeguate come “storia” o “biografia”. Di queste varie favole riguardanti gli apostoli, Walker riferisce: “Guignebert dice ‘nemmeno uno di loro è vero…. Non esiste alcuna informazione veramente degna di essere creduta sulla vita e sulle opere degli immediati Apostoli di Gesù”.1
Come afferma Wells riguardo alla tradizione evangelica de “i dodici”:

I dodici discepoli vengono spesso visti come garanti della storicità di Gesù, anche se non ci viene detto nulla della maggior parte di loro eccetto i loro nomi, sui quali i documenti non concordano neppure completamente. In Mk. e Mt. la lista dei nomi è anche elaborata in modo molto maldestro nel testo. Tutto questo rende ovvio che il numero è una tradizione più antica di quella delle persone; che l’idea dei dodici non derivi dai dodici discepoli reali, ma da altre fonti…2

E ben Yehoshua dice:

La prima volta che vengono nominati i dodici apostoli è nel documento noto come gli Insegnamenti dei Dodici Apostoli [Didache] Questo documento apparentemente originato come documento settario Giudaico scritto nel primo secolo D.C., ma fu adottato dai Cristiani che lo alterarono sostanzialmente e aggiunsero ad esso idee Cristiane. Nelle versioni più iniziali è chiaro che i “dodici apostoli” sono i dodici figli di Giacobbe che rappresentano le dodici tribù di Israele. I Cristiani più tardi considerarono i “dodici apostoli” come discepoli allegorici di Gesù.

Infatti, Eusebio stesso fornisce le origini “dei Dodici” quando dice, “Proprio in quel tempo era vero dei Suoi apostoli che il loro discorso arrivò alla terra intera, e le loro parole fino ai confini del mondo”3, una allusione a Salmi 19:4, che, come abbiamo visto, si riferisce alle configurazioni stellate o costellazioni, la cui “voce” o “linea” penetra la terra.
In realtà, non è un caso che ci siano 12 patriarchi, 12 tribù di Israele e 12 discepoli, essendo 12 il numero dei segni astrologici, come anche come le 12 “case” attraverso cui il sole passa ogni giorno e le 12 ore del giorno e della notte. Veramente, come le 12 fatiche di Ercole, i 12 “aiutanti” di Horus, e i 12 “generali” di Ahura-Mazda, i 12 “discepoli” di Gesù sono simbolici per i segni dello zodiaco e non raffigurano alcuna figura letterale che recitò il dramma sulla terra il 30 circa dell’E.C.. I dodici discepoli sono così i “bibliotecari del sole, gli scribi del tesoro”.4
Hazelrigg riassume così il racconto del vangelo:

…. i Romani … personificarono il nostro sole, o centro del sistema solare, come un uomo vivente, e i dodici segni dello zodiaco come i suoi dodici discepoli; e l’ingresso del sole attraverso i diversi segni, come se, questo uomo chiamato Figlio di Dio, andasse in giro a fare l’opera di suo Padre, o piuttosto, facendo la volontà del Padre.5

Higgins chiarisce sul ruolo zodiacale “dei dodici” nel mito:

Il numero dei dodici apostoli, che formarono il seguito di Gesù durante la sua missione, è quella dei segni, e dei geni secondari, gli dei tutelari dei segni Zodiacali attraverso i quali il sole passa nella sua rivoluzione annuale. È quella dei dodici dei Romani, ciascuno dei quali presiedeva su un mese. I Greci, gli Egizi, i Persiani, ciascuno ebbe i propri 12 dei, come i Cristiani seguaci di Mitra ebbero il propri dodici apostoli. Il capo dei dodici Geni della rivoluzione annuale avevano la barca e le chiavi del tempo, lo stesso che il capo delle divinità secondarie dei Romani o Giano, da cui è modellato S. Pietro, Bar-Jona, con la sua barca e le chiavi.6

Pietro la Roccia

Il discepolo, apostolo e san Pietro, “la Pietra” a cui viene affidato così tanto della religione Cristiana, si rivela facilmente essere una figura mitologica ed un vecchio motivo:

C’è prova che dentro alcuni dei gruppi [segreti], molto prima dei tempi Cristiani, lo “ierofante” o capo sommo sacerdote e principale portavoce per il figlio di Dio sulla Terra, era chiamato col titolo di “PETR” o “Peter”, che significa “la roccia”. Ad alcuni, questo è sembrato troppo simile al nome che Cristo si dice abbia assegnato a Pietro, strategicamente nominato suo primo discepolo, che è anche detto significare “la Roccia”, per essere stata una completa coincidenza.7

Questa PETR era la roccia del Colle del Vaticano su cui fu costruita la fratellanza Mitraica. Walker riferisce il motivo finale per l’inserimento della figura di Pietro:

Il mito di S. Pietro era il filo sottile da cui pendeva l’intera pesante struttura del papato Romano…. Sfortunatamente per la credibilità papale, il così chiamato passo Petrino era una falsificazione. Fu inserito deliberatamente nella scrittura intorno al 3° secolo D.C. come un espediente politico, per sostenere il primato della sede Romana contro le chiese rivali nell’est. Vari vescovati Cristiani erano impegnati in una lotta per il potere nella quale le armi principali erano la corruzione, la falsificazione, e l’intrigo, con racconti fittizi elaborati e montature scritte nei libri sacri, e la competizione spietata tra partiti rivali per la posizione lucrosa dell’elite di Dio…. La maggior parte delle chiese primitive avanzarono false pretese alla fondazione da parte degli apostoli, anche se gli apostoli stessi non erano altro che i mandatari dei “dodici dello zodiaco” collegati alla figura del re sacro.8

Viene fatto in modo che Gesù dia le chiavi del regno a Pietro, ma poi egli si gira e chiama Pietro “Satana”, implicando ironicamente che la sua chiesa dovrà essere costruita sulla “roccia di Satana”. Pietro era così il “custode della porta” del cielo, come un ruolo nel mito. Come riferisce Robertson: “….. c’è da notare la rimarchevole coincidenza che nel Libro Egizio dei Morti, Petra è il nome del custode divino della porta del cielo….”9 Massey amplia la spiegazione sul ruolo di Pietro e della controparte nella mitologia Egizia:

…. Kabhsenuf che ha la testa di corvo, come denota il nome, è il colui che rifocilla i suoi fratelli, ed questo compito viene assegnato a Pietro come colui che nutre le pecore. Fu Pietro che si precipitò nell’acqua per incontrare Gesù, e nel Rituale – quando il morto Osiris è sorto ed è venuto avanti …. Kabhsenuf bagna le sue membra nei ruscelli perché essi proteggano Osiride…10

“Pietro” non è solo “la roccia” ma anche “il gallo”, o pene, come la parola (cock) viene usata come gergo fino ad oggi. Come dice Walker, “Il gallo era anche un simbolo di San Pietro, il cui nome significava anche fallo o principio maschile (pater) e una colonna fallica (petra). Quindi, l’immagine del gallo era spesso posta in cime alle torri della chiesa”.11 Higgins chiarisce sulla natura fallica di Pietro la roccia:

Su questa pietra, che era l’emblema del principio generativo maschile, il Linga, Gesù fondò la sua chiesa. Questa pietra sacra viene trovata per tutto il mondo. In India a qualunque tempio. I Giudei la avevano nella pietra di Giacobbe, che egli unse con olio. I Greci, a Delfi, come Giacobbe, la ungevano con olio. La pietra nera era nella Caaba, alla Mecca, molto tempo prima dei tempi di Maometto, e fu preservata da lui quando distrusse la Colomba e le Immagini. Egli non solo la preservò, ma egli determinò la sua costruzione nell’angolo della sacra Caaba, ove viene ora baciata e adorata da tutti i Maomettani che fanno il pellegrinaggio alla Mecca…. Mr. Bryant dice, “Quando l’adorazione del sole era quasi universale, questo era uno dei nomi di quella divinità, anche tra i Greci. Essi lo chiamavano Petor, e Petros, e il suo tempio fu chiamato col nome di Petra”. Dove i templi avevano questo nome generalmente c’era una pietra sacra che si supponeva fosse scesa dal cielo…. Mr. Bryant osserva, “Pator o Petros, era una parola Egizia; e Mosè, parlando di Giuseppe e dei sogni del Faraone, ne fa uso più di una volta…”12

Inoltre, la venerazione del peter o lingam riflette l’omo-eroticismo nei culti patriarcali. Questo culto del lingam era così fervente che il “gallo” era considerato il “Salvatore del Mondo”:

Il gallo era un’altro “peter” totemico visto a volte come l’alter ego di dio. Le autorità Vaticane preservarono un’immagine di bronzo di un gallo con un pene sovradimensionato su un corpo di uomo, con scritto sul piedistallo “Il Salvatore del Mondo”. Il gallo era anche un simbolo solare.13

Come affermato, Pietro fu un rifacimento del dio Romano Giano; così, egli era associato col mese di Gennaio, “quando il sole entra nel segno dell’Acquario, simbolo sia del cancello dell’anno e del Cancello Perlato di Maria-Afrodite”.14 Come dice Doane:

Il dio Romano Giona, o Giano, con le sue chiavi, fu cambiato in Pietro, che era soprannominato Bar-Giona. Molti anni fa fu ritrovata a Roma una statua del dio Giano, in bronzo, che era posato in S. Pietro con le sue chiavi nelle sue mani: proprio il dio identico, in tutta la sua bruttezza originale. Questa statua è posta come S. Pietro, sotto la cupola della chiesa di S. Pietro. Viene guardata con la più profonda venerazione: le dita dei piedi sono quasi totalmente erose dai baci dei devoti.15

In aggiunta ai vangeli canonici, i racconti del Pietro Cristianizzato non erano in esistenza al tempo di Giustino Martire (100-165), che, come riferisce Blavatsky, “scrivendo nella prima parte del secondo secolo in Roma, ove egli fissò la sua dimora, ansioso di prendere possesso della più piccola prova in favore della verità per la quale egli soffrì, sembra perfettamente inconsapevole dell’esistenza di S. Pietro!! Né qualsiasi altro scrittore di una qualche importanza lo menziona in connessione con la Chiesa di Roma, prima dei giorni di Ireneo, quando quest’ultimo si adoperò per inventare una nuova religione, estratta dalla profondità della sua immaginazione”.16

Giuda il Traditore

Anche se è uno dei personaggi più vilipeso nella letteratura umana, in realtà Giuda fu una figura chiave nel “Piano di Dio” per la salvezza per mezzo della riparazione col sangue e fu incaricato da Gesù di tradirlo, un incarico a cui egli ubbidì, dimostrandosi il migliore dei discepoli. Comunque, il racconto del vangelo del bacio traditore di Giuda non ha senso come storia. Se un tale re dei Giudei fallito fosse esistito e fosse stato noto per tutto il territorio, non ci sarebbe stato bisogno affatto del bacio di Giuda per identificarlo. E, dobbiamo chiedere perché avesse alcun bisogno di baciare Gesù – non sarebbe stato sufficiente un semplice indicazione col dito o una stretta di mano? Il bacio non solo è omoerotico ma serve anche come un espediente letterario, poiché era parte di un antico rituale recitato su base regolare.
Come notato, Giuda non è un personaggio storico ma rappresenta lo Scorpione, “il traditore (che colpisce dietro)”, il periodo dell’anno quando i raggi del sole si attenuano ed il sole sembra essere morente. Giuda serve anche come l’ultima ora del giorno, poiché i dodici discepoli simbolizzano anche le dodici ore della luce diurna.17 Nel mito di Horus, il ruolo del traditore è rappresentato da Set o Tifone, che viene raffigurato con capelli rossi, il colore del tramonto del sole (sun-set). Quando il mito fu Giudaizzato, il traditore divenne Giuda, che era dipinto con capelli rossi.
Giuda, naturalmente, è ancora un altro antico dio a cui è stato dato il vestito storico, poiché Judas è la stessa parola di Judah. Come riferisce Walker:

Inizialmente Giuda era un dio ancestrale, padre della nazione di Giuda e dei Giudei (Judaei). Come Jude, o Jeud, egli era “l’unigenito” del Padre Divino Isra-El. Giuda era un nome dinastico per sacerdoti-re della Giudea per cento anni dopo che Giuda Maccabeo ripristinò gli antichi usi sacrificali al tempio di Gerusalemma nel 165 A.C. Così il nome regale di Giuda era dato comunemente alle vittime sacrificate come surrogati al posto di un monarca regnante.18

Veramente, poiché Giuda tradì Gesù, così Judah tradì il suo fratello Giuseppe. Sembra che il nome Giuda fosse usato per attribuire il peso della morte di Gesù sui Giudei e per gettare calunnie su di loro perché rifiutavano di credere al racconto appena creato, tradendo così i loro stessi “fratelli” che lo stavano promulgando, alcuni dei quali erano Giudei ed altri Israeliti Samaritani. Giuseppe rappresentava anche il regno del nord di Israele, tanto che la storia del V.T. dipingeva il tradimento del regno del nord da parte di quello del sud, come fa il racconto evangelico. Questo tipo di personificazione di una nazione o popolo come personaggio in un dramma è comune nell’umanità e ha i suoi precedenti per il Nuovo Testamento nel Vecchio. Un altro esempio compare nei “Frammenti di Papia”, un padre della Chiesa delle origini che scrisse una esegesi sui Logia Iesou, o Detti/Oracoli di Gesù, nella quale Papia fa un resoconto della morte di Gesù, che contraddice anche la storia del vangelo:

Giuda camminò per il mondo, un triste esempio di empietà; poiché il suo corpo essendo gonfiato in tale misura che non poteva passare dove un cocchio poteva passare facilmente, egli fu schiacciato dal cocchio, cosicché le sue viscere uscirono fuori.

Questo racconto non è storico ma allegorico, rappresentando il Giuda/Giudea “rimpinzato” che veniva schiacciato dal “cocchio” di Roma, che cacciò fuori i suoi abitanti. Inoltre, i racconti della morte di Giuda del vangelo sono contradditori ed allegorici, spiegabili solo in termini che lo presentino come un antico personaggio dentro il mito.
Giuda è stato anche identificato con la luna, che dimostra ancora una volta la complessità del mito. Ad un certo punto, il culto stellare fu dominante, poi il culto lunare, quindi il culto solare, e così via. Il culto lunare era generalmente matriarcale, ed il solare patriarcale. Così, noi abbiamo una battaglia non solo tra il sole e la luna ma anche tra il maschio e la femmina. Riguardo alla natura lunare di Giuda, Massey dice:

I francesi conservano una tradizione secondo la quale l’uomo nella luna è Giuda Iscariote, che fu trasportato lì per il suo tradimento alla Luce del Mondo. Ma quella storia è pre-Cristiana, ed era raccontata almeno circa 6.000 anni fa di Osiride e del Giuda Egizio, Sut, che era nato suo gemello da una sola madre, e che lo tradì, all’Ultima Cena, nelle mani di 72 Sami, o cospiratori, che lo misero a morte. Anche se il mito divenne solare, originariamente era lunare, essendo stati Osiris e Sut fratelli gemelli nella luna.19

Matteo lo Scriba

Riguardo all’apostolo Matteo, a cui fu attribuita la registrazione degli “Oracoli del Signore”, Massey descrive la sua controparte nella versione Egizia del mito riguardante il Signore Horus:

Taht-Matiu era lo scriba degli dei, e nell’arte Cristiana Matteo viene dipinto come lo scriba degli dei con un angelo in piedi vicino a lui, per dettare il vangelo…. Il leone è il simbolo di Matteo, e quello è il segno zodiacale del mese di Taht-Matiu (Toth), nell’anno fisso. La tradizione rende Matteo come l’ottavo degli apostoli; e otto (Esmen) è un titolo di Taht-Matiu. In aggiunta, è Mattia, su cui cadde il sorteggio, che fu scelto per occupare il posto del traditore Tifoniano Giuda. Così era nel mito quando Matiu (Taht) sucesse a Sut (Set), e occupò il suo posto dopo il tradimento di Osiride…..E’ agli Gnostici che ci dobbiamo rivolgere per il collegamento mancante tra la parola orale e quella scritta; tra il Rituale Egizio e il vangelo Ebraico o Aramaico dei detti, e Taht-Matiu, che scrisse il Rituale, gli scritti Ermetici, che significa ispirati, che si dice fossero stati incisi in geroglifici dal dito di Mati stesso.20

Tommaso il Gemello

Il discepolo Tommaso compare molto di rado nei vangeli canonici, soprattutto in Giovanni, ma egli è un personaggio altamente influente, in quanto fu lui che fu scelto per verificare la resurrezione di Cristo col toccarlo. Di questo avvenimento, Walker afferma:

…..Più tardi, un ignoto scrittore del vangelo inserì la storia di Tommaso incredulo, che insistette nel toccare Gesù. Questo fu per combattere l’idea eretica che non ci fosse alcuna resurrezione nella carne, e anche per subordinare il dio municipale di Gerusalemme Tammuz (Tommaso) al nuovo salvatore. Veramente, la sorgente più probabile della mitologia primaria Cristiana fu il culto di Tammuz in Gerusalemme. Come Tammuz, Gesù era lo Sposo della Figlia di Sion….21

Al dio Siriano e di Gerusalemme Tommaso/Tammuz nel mito fu dato il ruolo di “genio” del tempo quando il sole è al punto più debole, durante il solstizio invernale. Come afferma Carpenter, “…. la Chiesa dedica proprio il giorno del solstizio d’inverno (quando, molto naturalmente, ciascuno può dubitare della rinascita del Sole), a S. Tommaso, che dubitò la verità della Resurrezione!”22 Veramente, la gerarchia di Gerusalemme quando Tammuz era ivi adorato, come abbiamo visto da Ezechiele, era composta dagli anziani “dietro la porta nascosta”, che costituivano il sacerdozio Sadochita/Sadduceo, che, di fatti, non credeva nella resurrezione della carne. Il nome Tammuz viene ancora conservato nel mese Ebraico di Tammuz.
Tommaso è chiamato Didimo, un nome che “viene dalla parola Greca Didymos, l’equivalente Greco del Romano Gemini, i gemelli zodiacali”.23 “Tommaso” stesso significa anche “gemello” in Arabico/Siriano. Quindi, Tommaso Didimo è una ridondanza che non è il nome di alcun discepolo ma un rifacimento dell’antica storia del dio gemello. Infatti, Tommaso viene anche chiamato “Giuda Tommaso”, Giuda che ugualmente significa “gemello”. Come dice Walker, “Giuda e Gesù sembrano essere stati nomi tradizionali presi dalle vittime nelle quali era incarnato il dio Tammuz”24, che si riferivano al rituale del re sacro svolto in Giudea, come anche in molti altri luoghi.
Si dice che “Tommaso” predicò ai Parti e ai Persiani, ma quello che si sta esprimendo è che questi gruppi erano seguaci di Tammuz o Dumuzi, come lo era il suo nome Sumero. Anche se fu sostenuto che la sua tomba fosse in Edessa, la tradizione sostiene anche che egli morì vicino a Madras, in India, ove vengono mostrate ancora due delle sue tombe. Questo racconto viene dal fatto che quando i missionari Cristiani Portoghesi arrivarono nell’India del sud, essi trovarono una setta che adorava un dio chiamato “Tommaso” e la cui religione era quasi identica al Cristianesimo. I missionari Cristiani furono tanto turbati che essi crearono storie elaborate per spiegare la presenza dei “Cristiani di S. Tommaso”, sostenendo che gli apostoli Tommaso e/o Bartolomeo avessero ad un certo periodo viaggiato fino all’India, vi avessero predicato e vi fossero morti.
Comunque, l’aspetto che veramente sconcertò i Cristiani, era che Cristo non fosse oggetto di adorazione in questa setta. Fu così determinato che questa strana setta fosse eretica ma Cristiana, anche se Cristo non era il suo dio. La realtà è che questi “Cristiani” Indiani adoravano Tamus o Tammuz, il dio salvatore sacrificato molto prima dell’era Cristiana.25 Questa setta di Tamus/Tommaso Indiana aveva evidentemente un vangelo scritto in antico Caldeo, o proto-Ebreo, che identifica le origini parziali del racconto del vangelo come se fossero il “promontorio di Tamus … in India, vicino all’insediamento dei Cristiani di S. Tommaso del Malabar”26, piuttosto che al contrario. Infatti, questi “Cristiani di S. Tommaso” di “Core-mandir-la” erano Indiani Nazzareno/Carmelitani27, come lo erano i Nazareni di S. Giovanni, o Mandaeniani. Dei Nazareni, Higgins asserisce ancora:

….questi Mandaeiti o Nazareni o discepoli di S. Giovanni, si trovano in India Centrale, e certamente essi non sono discepoli del Gesù di Nazaret Occidentale…. Tutto lo Gnosticismo venne originariamente dall’India….. i Mandaeiti o Nazareni non sono altro che la setta di Gnostici, e l’estremo Oriente è il luogo della loro nascita.28

Ci sono anche tracce dell’adorazione di Tammuz/Tommaso in Cina, ove egli era apparentemente considerato come una incarnazione di Budda.29

Paolo l’Apostolo

Nel racconto evangelico, Paolo non è uno de “i dodici” ma il convertito più influente dopo la morte di Gesù. Paolo agì come missionario e pastore, ed ebbe “una incrollabile determinazione per raccogliere danaro dalle sue chiese in gran parte di Gentili e consegnare la colletta di persona alle Chiese Cristiane Giudee in Gerusalemme”.30
Anche se negli Atti Paolo sostiene, “Il mio modo di vivere dalla mia gioventù, passata dall’inizio tra la mia nazione e a Gerusalemme, è noto da parte di tutti i Giudei”, come Gesù e i dodici egli non compare in alcun racconto storico, anche se alcuni degli eventi nella sua vita furono piuttosto significativi. Per esempio, non c’è menzione in Giuseppe o in alcun altro dei “duecento soldati con settanta cavalieri e duecento lancieri” che secondo il racconto andarono “fino a Cesarea” per portare Paolo davanti al governatore Felice. Come riferisce Graham, lo storico Seneca era “il fratello di Gallio, proconsole di Acaia precisamente nello stesso periodo che si dice che Paolo abbia predicato lì. Mentre egli scrisse di molte cose meno rilevanti, non viene fatta alcuna menzione di Paolo o dell’operatore di meraviglie Cristo”.31 La storia della vita di Paolo ha la stessa aria di mitologia di molti grandi “uomini”, che cambiano per andare bene a colui che racconta. Per esempio, nel NT, ci sono tre differenti racconti (apocrifi) della sua conversione (Atti 9:7, 22:9, 26:13ff).
Come così tanti altri personaggi biblici, anche Polo è fittizio. Infatti, è stato sostenuto che i dettagli “storici” aggiunti più tardi alla versione evangelica del mito furono presi dalla vita di Apollonio il Nazzareno. In questa teoria, Apollonio era chiamato anche “Apollo”, o “Paulus” in Latino. Molti elementi della vita di Paolo concordano con quella di Apollonio, incluso il percorso dei suoi viaggi, che è quasi identico a quello di Apollonio secondo il racconto della sua vita da parte di Filostrato. Il fatto che Paolo venisse da una città prevalentemente Greca, Tarso, e somigliasse a un Greco più di ogni altra cosa conferisce credibilità a questa asserzione, poiché, secondo Filostrato, il Greco Apollonio passò parte della sua gioventù a Tarso. Come quelli di Paolo, i viaggi di Apollonio ebbero origine in Antiochia. Si racconta anche che Apollonio abbia viaggiato in India con il suo fedele discepolo Damis (Demas) e abbia visitato i Bramini. Filostrato riferisce che, durante questo viaggio, Apollonio “acquisì dagli Arabi una conoscenza del linguaggio degli animali”, una storia interessante considerando che in Galati Paolo sostiene di aver fatto una visita di tre anni in Arabia, durante il quale periodo la leggenda sostiene che egli abbia appreso vari misteri. Anche il supposto viaggio di Paolo in “Arabia”, o all’est, corrisponde con l’affermazione che Apollonio sia andato all’est, ove egli raccolse vari libri, inclusi quelli che contenevano la storia di Krishna.
Apollonio tornò in patria dall’India, come riferisce Waite, “andando a sud al mare, da dove con una nave, su per l’Eufrate a Babilonia, quindi, passando per Antiochia, a Cipro e Patos”.32 L’ultimo viaggio è esattamente come fu detto di Paolo. Apollonio quindi andò a Efeso, ove la gente andò in folla da lui e dove egli fece miracoli, come fece in seguito ad Atene, lo stesso tragitto fatto da Paolo, anche se si sostiene nella direzione opposta. Come Paolo, Apollonio andò poi a Corinto, ove egli ebbe un discepolo chiamato Lycian, o Luca. Dopo aver viaggiato intorno alla Grecia, egli si recò a Roma, dove fu accusato di tradimento, dopo di che egli andò in Spagna e in Africa, tornando in Italia e in Sicilia.
Dopo aver viaggiato ad Alessandria e giù nella Nubia, ad una antica comunità Gimmosofica/Buddista/Braaminica, Apollonio ritornò in Italia, Grecia e in Ellesponto, ove egli sfidò Egizi e Caldei itineranti che stavano defraudando la gente in un modo tipico dei sacerdoti. Nel passare attraverso questa zona, senza dubbio Apollonio si fermò a Samotracia, l’isola patria dei misteri esaltati e uno dei potenti luoghi del culto pre-Cristiano di Iasios/Gesù, un viaggio intrapreso anche da Paolo. Come Paolo, Apollonio fu richiamato a Roma e messo in prigione, dalla quale egli fuggì. Molti altri miracoli furono attribuiti a lui, inclusa una apparizione nella sua città patria di Tyana dopo la sua morte.
Fu detto che il Samaritano Apollonio non declamasse la Giudea e che egli predicasse soprattutto ai Gentili, proprio come fu detto di Paolo, che secondo il racconto biblico predicò ai Gentili per 17 anni prima di predicare ai Giudei. Si dovrebbe notare che molti di questi “Gentili” di fatto erano Samaritani, che costituivano le altre 10 tribù di Israele, secondo il loro resoconto.
In aggiunta, come notato, un certo numero di dettagli “storici” nel Nuovo Testamento furono presi dalle storie di Giuseppe, inclusi elementi della vita di Paolo:

Sia Giuseppe che Paolo fecero un viaggio disastroso sul mare nel loro tragitto per Roma. Ambedue gli equipaggi nuotarono per la salvezza dopo che la loro nave fu abbandonata alla tempesta, che li condusse nell’Adria (Malta?). Ambedue gli equipaggi si imbarcarono su un’altra nave che li portò a Roma, la loro destinazione. Lo scopo del viaggio per mare, in ambedue le storie, era di consegnare i sacerdoti prigionieri in catene (Paolo nel Nuovo Testamento e un sacerdote non nominato in Giuseppe), fino a Roma per essere giudicati davanti a Cesare. In ambedue le storie i prigionieri sono stati giudicati prima in Gerusalemme dal procuratore Felice.33

Come Gesù, Paolo è un mosaico di personaggi, come è stato evinto che egli è anche una rielaborazione dell’eroe Greco Orfeo, che, col suo compagno Timoteo, viaggiò intorno alla stessa zona che fu poi riferita in riferimento a Paolo, predicando nel nome di Dioniso, cioè, “IHS”, “IES”, “JES”, “Giasone”, “Jesus”, o altra variate, il Salvatore dei misteri di Samotracia e del culto pre-Cristiano di Gesù. Come dice l’autore di The Other Jesus:

C’è una strana similitudine tra la leggenda di Orfeo e la storia di Paolo che non è sfuggita all’attenzione da parte di ricercatori e studiosi. Sembra che Paolo abbia deliberatamente modellato se stesso come una specie di secondo Orfeo. Molti hanno evidenziato paralleli tra il pensiero di Paolo e le idee Orfiche…. Gli insegnamenti di Paolo che ogni essere umano contiene dentro di se “due nature”, suona come genere molto Orfico. L’idea di Paolo che ogni umano ha una natura depravata e peccatrice dentro “la carne” che è costantemente in guerra con la natura più alta “divina” di ciascuna persona, associata con la propria volontà …. è essenzialmente identica con il nocciolo della filosofia Orfica pre-Cristiana.
La storia di Paolo e la storia di Orfeo condividono anche altri dettagli biografici. Per esempio, uno dei compagni più stretti di Orfeo fu suo fratello chiamato Lino, che sembra sia stato lasciato al governo dopo che Orfeo venne ucciso. Similmente, la dottrina ufficiale Cattolica sostiene che il secondo Papa di Roma fu qualcuno chiamato Lino, un amico di Paolo, che fu esplicitamente installato come Papa da Paolo…. e subentrò quando Paolo fu ucciso da Nerone. La storia è tanto più strana perché è in diretta contraddizione al resto della dottrina Cattolica che sostiene che Pietro, non Paolo, fu il primo Papa Cristiano a Roma, e che tutti i Papi successivi derivarono la loro autorità in quanto successori di Pietro, non di Paolo. Similmente, uno dei membri di maggior successo del lignaggio dei sacerdoti fondato da Orfeo ad Eleusi fu un uomo chiamato Timoteo. Timoteo lasciò Eleusi e divenne missionario, aiutando a diffondere questi misteri all’estero, ed gli viene attribuito di aver lasciato la terraferma di Grecia e di aver viaggiato verso sud per fondare i misteri di Demetrio in Alessandria, in Egitto. In modo simile, anche secondo il Nuovo testamento, uno dei protetti di Paolo di maggior successo fu un giovane uomo chiamato Timoteo, che…. pure divenne un missionario, a cui furono attribuite realizzazioni quali l’aver lasciato la terraferma di Grecia e di aver viaggiato a sud per fondare il Cristianesimo nell’isola Greca di Creta.
Che i nomi degli stretti associati di Paolo sembrino essere una esatta corrispondenza con le grandi figure associate con i misteri di Demetrio in generale e di Orfeo in particolare è ancora un altro dei temi che preoccupano la gente molto meno di quanto dovrebbe. Un altro punto che essi hanno in comune è che Orfeo era famoso per essere stato il primo a comporre e a diffondere letteratura sacra connessa con i misteri….
La similitudine dei ruoli che si dice che Orfeo e Paolo abbiano rappresentato nelle loro rispettive tradizioni è difficile da ignorare. Esaminiamo i paralleli: Orfeo, come risultato di un Gesù figlio di Dio pre-Cristiano che gli era “apparso” ….lanciò una campagna di grande successo per diffondere la sua versione dei misteri di Samotracia verso la terraferma di Grecia. Paolo, ci viene detto, perché il figlio di Dio Gesù Cristiano gli “apparve” lanciò una campagna di grande successo per diffondere la sua versione dell’adorazione del Gesù Cristiano oltre la Palestina e verso est nella terraferma di Grecia.34

I riti Orfici erano molto simili ai riti Cristiani che seguirono. Un esempio di una scrittura Orfica include, “Tutte le cose furono fatte da Uno uomo di dio in tre nomi, e che questo dio è tutte le cose”35; così Orfeo è un sostenitore pre-Cristiano della Trinità, come anche del Panteismo. Walker chiarisce sul culto del mistero Orfico e sulle sue somiglianze col Cristianesimo, come anche col Buddismo:
L’Orfismo era una specie di Buddismo occidentale, con uscita dalla ruota del carma effettuata dalla contemplazione ascetica, viaggi spirituali del tipo di proiezione astrale, e rivelazioni elaborate. “L’Orfismo era impregnato dal sacramentalismo, che inondò i Misteri successivi ed affluì nel Cristianesimo. La salvezza avveniva per mezzo del sacramento, per mezzo di riti iniziatori, e per mezzo di una dottrina esoterica…. L’Orfismo fu il più potente solvente mai introdotto nella vita religiosa Greca…. Gli Orfici seminarono i semi della sfiducia verso il principio nazionale ed ereditario nella religione, e resero la salvezza dell’anima individuale di primaria importanza. In questo modo l’Orfismo ebbe enorme influenza sulla storia successiva della religione”…. L’Orfismo divenne uno dei più seri rivali del Cristianesimo nei primi pochi secoli D.C., finché la chiesa inventò modi di identificare il salvatore Orfico con Cristo…. Il Vangelo Orfico era predicato per tutto il mondo Mediterraneo per almeno dodici secoli. Esso contribuì molto all’ideologia Cristiana…. La rivelazione Orfica era virtualmente indistinguibile da quella Cristiana….36

Così l’Orfismo fu quello che potrebbe chiamarsi un “culto della salvezza”, al capo di cui era il salvatore, “IES”. Orfeo è stato identificato anche con Krishna37, e con Horus, o Orus, poiché “Orfeo” potrebbe venire tradotto come “voce di Or”, “Or” che, in modo appropriato, in Ebraico significa “luce”.
Inoltre, fu detto di Apollonio che dal suo maestro Pitagora gli fossero stati dati i giornali di viaggio, che egli seguì tanto che egli ottenne accesso alle fraternità segrete nell’est. Al suo ritorno, egli segue virtualmente lo stesso percorso di Orfeo e Paolo, incluso il passaggio per varie volte attraverso la Samotracia. Sembrerebbe, quindi, che Apollonio stesse deliberatamente cercando di riprodurre il percorso mitico dell’insegnamento di Orfeo.

Giovanni il Battista/Battezzatore

Abbiamo già visto che Giovanni il Battista o Battezzatore è una rielaborazione di Horus Battezzatore, Anup, i quali ambedue, tra altre similarità, persero la propria testa. Ci sono varie interpretazioni astroteologiche di Giovanni/Anup il Battista/Battezzatore, come ci si deve attendere, poiché il mito cambiava e si evolveva continuamente. Come affermato in precedenza, Giovanni il Battista era il segno dell’Acquario, in cui il sole si muove e viene “battezzato” dopo essere avanzato di 30° nell’”era”. Come riferisce Walker:

I monaci medioevali cercarono di Cristianizzare lo zodiaco come Cristianizzarono ogni altra cosa, rinominandolo la Corona seu Circulus Sanctorum Apostolorum: la Corona o il Circolo dei Santi Apostoli. Per concludere il circolo essi misero Giovanni Battista nella posizione dell’Acquario.38

L’identità del Battista viene rivelata anche da Goodman:

… la più grande rivelazione attende l’investigatore che fa uso del calendario giuliano nel calendario Cattolico Romano dei Santi in connessione con il grande zodiaco. Egli troverà che la morte di Giovanni il Battista è fissata il 29 Agosto. In quel giorno sorge una stella particolarmente brillante, rappresentante il capo della costellazione dell’Acquario, mentre il resto del suo corpo è sotto l’orizzonte, esattamente allo stesso tempo che il sole tramonta nel Leone (il segno regale rappresentante Erode). Così quest’ultimo decapita Giovanni, perché Giovanni è associato con l’Acquario, e l’orizzonte taglia via il capo dell’Acquario!39

In aggiunta, testi dell’est dipingono la radiazione solare come la “perpetua decapitazione del sole”.
Per quanto riguarda il ruolo del Battista nella versione Egiziana del mito, Massey dice:

Anup era colui che gridava per (indicare) la via e guidava attraverso il deserto di An, la terra nera. Quella di Giovanni è la voce di uno che grida nel deserto…. Giovanni fu decapitato dal mostro Erode, e Anup viene dipinto senza testa nel planisfero proprio sopra l’Uomo dell’Acqua (Acquario)…. L’Anup senza testa è un tipo di demarcazione: un segno di divisione del solstizio. Il fiume della divisione è lo Iaru-tana o Giordano…. Questo può essere visto nel planisfero, con Anup decapitato come il Giovanni originale.40

Massey elabora ulteriormente:

Nello zodiaco di Dendera vediamo la figura di Anup raffigurata col suo capo mozzato; e io non dubito che il decapitato Aan o Anup sia il prototipo del Giovanni Evangelico che era sopra il fiume dell’Uomo dell’Acqua (Acquario), il Greco Eridano, l’Egizio Iarutana, l’Ebraico Giordano…41

Anche la storia biblica della nascita di Giovanni è un aspetto del mito: Anna, la madre di Giovanni, divenne incinta in modo soprannaturale nella sua vecchiaia e partorì nel solstizio d’estate, sei mesi prima che Maria partorisse Gesù. Come dice Massey, “Il fatto che di Giovanni e Gesù siano nati a sei mesi di distanza mostra una fase solare del mito….”42 In aggiunta, anche la madre del dio Romano con due teste Giano era conosciuta col nome di Anna, e Giovanni il Battista e Gesù sarebbero così lo stesso dio con doppia testa, cioè, “Jan-Essa”, un nome anche di un salvatore Indiano.
Higgins spiega che Giovanni “il Precursore” rappresenta il ciclo di sei mesi dal solstizio invernale fino a quello estivo, decodificando il passo misterioso in Giovanni 3:30:

Gesù arrivò alla propria esaltazione o gloria il 25 di Marzo, l’equinozio Primaverile. In quel momento il suo cugino Giovanni era all’equinozio Autunnale: quando Gesù saliva Giovanni discendeva. Giovanni fa dire al Battista, capitolo iii, ver. 30, Egli deve crescere, ma io devo diminuire…. Come può qualcuno dubitare che quello che era ammesso dai padri fosse vero – che i Cristiani avevano una religione esoterica ed essoterica?43

In altre parole, i padri sapevano – avevano continuato a sapere – che cosa fosse veramente quello che essi rappresentavano, ma essi hanno cospirato per ingannare il popolo.
Hazelrigg elabora sul passo, dimostrando anche la complessità del mito:

Il Battesimo avvenne al trentesimo anno, o dopo il passaggio del sole attraverso i trenta gradi del Capricorno e coincidente con il suo ingresso nell’Acquario, il Portatore di Acqua, che è Giovanni il Battista. L’affermazione di Giovanni (iii. 30) che “Egli (l’infante Gesù) deve crescere , ma io devo calare”, corrisponde con il fatto che la natività di Giovanni fu il 24 Giugno, quando il sole ha raggiunto la sua massima altitudine e la sua declinazione comincia a diminuire; quella di Gesù fu il 25 Dicembre, quando il sole compie quel primo grado del suo arco ascendente, e viene condotto da li su nel deserto (inverno).44

E Higgins riferisce:

…. il Battista era Elia, cioè, in semplice Greco, il sole – Helios … Ora Giovanni il Battista o il Profeta, Rigeneratore per mezzo dell’acqua, che fu anche un Elia risuscitato, fu l’immediato precursore di Gesù – in quasi ogni aspetto una copia esatta di Bala-rama, il precursore di Cristna. E Giovanni il Battista, o Salvatore degli uomini per mezzo dell’acqua, fu l’Oannes o Avatar dei Pesci.45

Il Giovanni Battista canalizzato e Giudaizzato era un “Nazzareno” o Nazarita, che equivale a dire che egli era un membro di una “fratellanza del sole”. Come dice Hazelrigg, “Egli era un Nazarita; ed è una circostanza curiosa e significativa che la fontana di Enon, ove egli battezzava, fosse sacra al sole”.46

Andrea

Pescatore da Betesda secondo la tradizione, l’apostolo Andrea si diceva che fosse stato crocifisso a Patrasso, Grecia, in un evidente sacrificio Pasquale: “….il sacrificio primaverile di Gesù fu emulato da altri eroi, come Andrea, Filippo, o Pietro”.47
“Andrea” in realtà era un dio locale di Patrasso, in tutta probabilità periodicamente sacrificato ritualmente come un re sacro. Riguardo ad Andrea, Walker dice:

Dal Greco andros, “uomo” o “virilità”, un titolo del dio solare di Patrasso, In Achea, ove si suppone che l’apostolo Andrea sia stato crocifisso dopo aver fondato il papato Bizantino. La leggenda di S. Andrea fu inventata per contrastare la pretesa di Roma al papato per mezzo della propria leggenda di S. Pietro…. Patrasso, il luogo del supposto martirio di Andrea, era un antico santuario del dio – padre solare fallico chiamato variamente Pater, Petra, o Pietro, il cui nome fondamentalmente ha lo stesso significato di Andrea.48

Hazelrigg approfondisce a proposito della natura astrologica di Andrea:

Il Sole come S. Andrea è il genio che presiede sul quarto autunnale che inizia con la “crossificazione” nella Bilancia; da qui il riferimento di Paolo alla sua crocifissione in Romani, vi. 6. Questo è il motivo per cui S. Andrea viene sempre dipinto come un uomo anziano che sostiene sulle spalle una croce a X (greca), goniometro, indicativo di questo angolo orbitale nel passaggio del Sole sopra l’equatore.49

Nella versione Egizia del mito Andrea è equivalente ad Api o Shu, uno dei fratelli di Horus.

Filippo

L’apostolo Filippo era nato in Betesda ed era un seguace di Giovanni il Battista, cioè, un Mandaeano/Nazareno. Egli era presente al fatto dell’aver dato da mangiare alle moltitudini; così, “un simbolo comune per Filippo è una pagnotta, che riflette la storia dei pani e dei pesci”.50 Può essere, quindi, che Filippo rappresenti la costellazione della Vergine, la Dea del grano, anche se egli fu associato alla Bilancia, che pure è un periodo di raccolto.

Bartolomeo

Bartolomeo in Ebraico è l’”aratore”. Si supponeva che fosse nativo della Galilea, e la leggenda diceva che andò in India, Armenia, Mesopotamia, Etiopia e Persia. Comunque, come gli altri discepoli, Bartolomeo è un personaggio mitico, trovato senza dubbio nei luoghi summenzionati. Come riferisce Walker:

Pseudo – santo, basato su un titolo regale sacro: Bar-Tolomeo, “figlio di Tolomeo”. Egli fu inserito nel vangelo come un apostolo, ma gli agiografi gli diedero una origine diversa. Egli era chiamato un figlio di “Principe Tolomeo”, crocifisso in Armenia, e scorticato come il satiro Marsia… Una storia alternativa fece di Bartolomeo un missionario in India, ove egli rovesciò gli idoli delle divinità Astarte e Baal-Berith, stranamente non – Indiane. Con molti miracoli, Bartolomeo convertì il re di quel paese al Cristianesimo, ma il fratello del re inspiegabilmente ebbe il permesso di crocifiggerlo, spellarlo, e poi decapitare il santo.51

Giacomo il Fratello

Giacomo, “fratello di Gesù” e “fratello del Signore”, nella versione Egizia del mito è equivalente ad Amset, fratello di Osiride e fratello del Signore.52 Come dice Massey:

Nei vangeli Giacomo viene anche identificato col falegname…. Questo è il personaggio di Amset …. il falegname. Amset come divoratore di impurità denota il grande purificatore, e Giacomo ha la reputazione tradizionale di essere stato un grande purificatore.53

Giacomo è anche la stessa parola di Giacobbe, colui che soppianta, il titolo di Set, come in Am-set, il “fratello” di Horus.

Giacomo il Maggiore e Giovanni Evangelista, i Figli del Tuono

I fratelli Giacomo e Giovanni sono chiamati “Boanerges”, i “figli del Tuono”, una designazione mitica. Il fulmine e il tuono del Signore Zeus erano chiamati “Bronte” e “Argo”, un ruolo tenuto dai fratelli in Luca: “E quando i suoi discepoli Giacomo e Giovanni videro ciò, essi dissero, Signore, vuoi che comandiamo al fuoco di scendere dal cielo, e consumarli…”
Come notato, Giovanni, l’amato di Cristo, è anche una rielaborazione di Arjuna, il discepolo amato di Krishna: “Nel linguaggio Tibetano Giovanni è chiamato Argiun. Questo è Arjoon, (Ar-John), il coadiutore di Cristna”.54 In aggiunta, come Arjuna era il cugino di Krishna, così Giovanni era il cugino di Cristo.55

Marco

Anche se molti pensano che Marco fosse uno dei 12 discepoli originali di Gesù, egli non lo fu, e il suo scopo principale fu di servire come scriba di Pietro. Come uno dei quattro evangelisti, Marco rappresenta uno dei punti cardinali dello zodiaco, come viene ammesso da Ireneo. Gli evangelisti vengono dipinti nelle cattedrali Cristiane come le quattro figure dell’apocalisse: l’uomo, il bue, il leone e l’aquila, che, ancora, stanno per i quattro punti cardinali, o Acquario, Toro, Leone e Scorpione. In questa designazione cardinale Marco rappresenta l’estate, o Leone.

Luca

Anche Luca non è uno de “i dodici” ma si associò a Paolo. Egli era un “medico”, cioè, un Terapeuta, come erano tutti i “dottori” della Chiesa. Si disse che Luca avesse viaggiato in Grecia, Macedonia, Gerusalemme e Roma come compagno di Paolo, ma “studiosi dubitano la forte connessione tra Luca e Paolo”. Come dice ben Yehoshua:

Dobbiamo anche dubitare la storia di Luca “il buon guaritore” che si supponeva fosse un amico di Paolo. Il Greco Originale per “Luca” è “Lykos” che era un altro nome di Apollo, il dio della guarigione.

Così, Luca è ancora un altro dio tutelare il cui nome fu usato per includere il popolo e il sacerdozio di una particolare cultura nella chiesa “universale”, cioè, Cattolica.

Taddeo/Giuda e Simone lo Zelote/Cananita

Taddeo è chiamato anche “Giuda figlio di Giacomo” e qualche volta Lebbeo, anche se queste associazioni sono fatte semplicemente perché le liste dei discepoli del vangelo si contraddicono l’un l’altra. Giuda e Simone condividono un giorno di festa il 28/10. Simone predicò in Egitto e fu raggiunto da Giuda in Persia. Simone fu o martirizzato venendo segato a metà o morì pacificamente ad Emessa, una discrepanza che dimostra la sua natura non storica. La tradizione Cristiana associa Giuda con l’Acquario e Simone col Capricorno.
Comunque, le designazioni zodiacali degli apostoli variano da sorgente a sorgente poiché essi sono associati a segni differenti, e Giuda il Traditore, naturalmente, non fu incluso nella iconografia Cristiana ma nel racconto fu sostituito da Mattia e nello zodiaco da Giuda/Giuda Taddeo, che, ad un certo punto, evidentemente simbolizzò anche lo Scorpione. Questa confusione rivela lo stato delle cose quando le differenti fazioni della fratellanza che si stava unificando venivano incorporate e la dottrina veniva dibattuta violentemente. Naturalmente, l’origine esoterica e zodiacale di questi personaggi biblici, alla fine, fu recisa, ma essa continuò esotericamente, varianti e tutto il resto. Indipendentemente da come essi furono designati, gli apostoli ed altri discepoli nominati qui non furono persone reali. Come dice Wheless:

…. I Santi Dodici non ebbero alcuna esistenza nella carne, ma, il loro “spunto”, essendo stato preso da leggende del Vecchio Testamento, essi furono meri nomi – dramatis personae – maschere della rappresentazione – della “tradizione”, come Shakespeare e tutti i drammaturghi e scrittori di fctions creano per gli atti delle loro rappresentazioni e opere di finzione animata.56

Veramente, essi erano parte del mito onnipresente e del rituale rappresentato in molte culture molto prima dell’era Cristiana, costituendo quella che in seguito divenne la storia del vangelo.

Citazioni:
1. Walker, WEMS, 48.
2. Wells, DJE, 122.
3. Eusebius, 77.
4. Massey, HJMC, 162.
5. Anderson, 18.
6. Higgins, I, 781-2.
7. ”The Other Jesus” website.
8. Walker, WEMS, 787. (Emphasis added.)
9. Robertson, 133.
10. Massey, HJMC, 144.
11. Walker, WDSSO, 397.
12. Higgins, I, 645.
13. Walker, WEMS, 79.
14. Walker, WEMS, 789.
15. Doane, 399.
16. Blavatsky, IU, LI, 24fn.
17. Walker, WEMS, 483.
18. Walker, WEMS, 481.
19. Massey, Lectures on the Moon.
20. Massey, HJMC, 157-8.
21. Walker, WEMS, 467-8.
22. Carpenter, 51
23. Graham, 318.
24. Walker, WEMS, 995.
25. Higgins, I, 663-4.
26. Higgins, I, 596.
27. Higgrns, 1, 808.
28. Hlggins, I, 657-8.
29. Higgins, I, 755.
30. Funk & Wagnalls.
31. Graham, 292.
32. Waite, 105.
33. Holley, 40.
34. home.pacbell.net/gailk/iaSiUS.htlfll
35. Doane, 375.

Costruzione di un impero di ” pace “

Cattolicesimo, Crimini, Cristianesimo No Comments

“Delle citta’ di questi popoli, che il Signore tuo Dio ti da’ in retaggio, non devi lasciare in vita nulla di quanto respira. Ma dovrai invece destinarle alla distruzione, così come il Signore tuo Dio ti ha dato per dovere”.

(Mosé V, 20) da testi originali di Karlheinz Deschner / trad. di Luciano Franceschetti
Gia’ durante l’ Impero Romano, appena ammesso ufficialmente il culto cristiano con decreto imperiale del 315, si comincio’ a demolire i luoghi del culto pagano e a sopprimere i sacerdoti pagani.
Tra il 315 e il sesto secolo furono perseguitati ed eliminati un numero incalcolabile di fedeli pagani. Esempi celebri di templi distrutti: il santuario di Esculapio nell’ Egea

Fonte

, il tempio di Afrodite a Golgota, i templi di Afaca nel Libano, il santuario di Eliopoli. Sacerdoti cristiani, come Marco di Aretusa o Cirillo di Eliopoli, vennero persino celebrati come benemeriti «distruttori di templi» (DA 468).

Dall’ anno 356 venne sancita la pena di morte per chi praticava i riti pagani (DA 468). L’ imperatore cristiano Teodosio (408-450) fece giustiziare perfino dei bambini per aver giocato coi resti delle statue pagane (DA 469). Eppure, stando al giudizio di cronisti cristiani, Teodosio «ottemperava coscienziosamente a ogni cristiano insegnamento».

Nel VI secolo, si finì per dichiarare fuorilegge i fedeli pagani. All’inizio del quarto secolo, per sobillazione di sacerdoti cristiani, fu giustiziato il filosofo politeista Sopatro (DA 466).

Nel 415, la celeberrima scienziata e filosofa Ipazia di Alessandria venne letteralmente squartata da una plebaglia guidata e aizzata da un predicatore di nome Pietro, e i suoi resti dispersi in un letamaio (DO 19-25).

Missioni di evangelizzazione

Nel 782, Carlo Magno fece tagliare la testa a 4.500 Sassoni che non volevano farsi convertire al cristianesimo (DO 30).
I contadini di Steding, nella Germania settentrionale, ribellatisi per non poter più sopportare l’esosa pressione fiscale, vengono massacrati il 27 maggio 1234 da un esercito crociato, e le loro fattorie occupate da devoti cattolici. Vi persero la vita tra 5.000 e 11.000 uomini, donne e bambini (WW 223).

Assedio di Belgrado nel 1456: nell’espugnazione della città vennero uccisi non meno di 80.000 musulmani (DO 235).

XV secolo in Polonia: ordini cavallereschi cristiani saccheggiano 1.019 chiese e circa 18.000 villaggi. Quante persone cadessero vittime di tali gesta, non s’è mai certificato (DO 30).

Secoli XVI e XVII. Truppe inglesi “pacificano e civilizzano” l’Irlanda. Colà vivevano solo dei «selvaggi gaelici», «animali irragionevoli senza alcuna idea di dio o di buone maniere, che addirittura dividevano in comunità di beni il loro bestiame, le loro donne, bambini e altri averi».
Uno dei più importanti condottieri, certo Humphrey Gilbert, fratellastro di Sir Walter Raleigh, fece «staccare dai corpi le teste di tutti quelli (chiunque fossero) che erano stati uccisi quel giorno, facendoli spargere dappertutto lungo la strada». Questo tentativo di civilizzare gli Irlandesi causò poi effettivamente «grande sgomento nel popolo, quando videro sparse sul terreno le teste dei loro padri, fratelli, bambini, parenti e amici»
[«greate terrour to the people when they sawe the heddes of their dedde fathers, brothers, children, kinsfolke, and freinds on the grounde»].
Decine di migliaia di Irlandesi gaelici caddero vittime di quel bagno di sangue (SH, 99, 225).

Crociate (1095-1291)

L’anno 1095, per ordine del papa Urbano II, ha inizio la Prima Crociata (WW 11-41).

Tra il 12/6/1096 e il 24/6/1096, nelle stragi avvenute in Ungheria, presso Wieselburg e Semlin, perdono la vita migliaia di persone (tutti cristiani, ivi comprese le schiere crociate) (WW 23).

Dal 9/9 al 16/9/1096, durante l’assedio della città residenziale turca Nikaia, cavalieri francesi cristiani massacrano migliaia di abitanti, facendo a pezzi e bruciando vivi vecchi e bambini (WW 25-27).
A consimili azioni belliche partecipano, il 26/9/1096, durante la conquista della fortezza di Xerigordon, cavalieri crociati tedeschi. In complesso, fino al gennaio 1098, vengono espugnate e saccheggiate 40 capitali e 200 fortezze. Non si conosce il numero delle vittime (WW 30).

Il 3 giugno 1098 le armate crociate conquistano Antiochia. In quell’assedio vengono uccisi tra 10.000 e 60.000 musulmani. Dalla cronaca di Raimondo di Aguilers, cappellano di campo del conte di Tolosa, si legge: «Sulle piazze si accumulano i cadaveri a tal punto che, per il tremendo fetore, nessuno poteva resistere a restare: non v’era nessuna via, in città, che fosse sgombra di corpi in decomposizione» (WW 33).

Il 28 giugno 1098 furono ammazzati altri centomila turchi musulmani, donne e bambini compresi. Negli accampamenti turchi – narra il cronista cristiano – i crociati trovarono non solamente ricco bottino, tra cui «moltissimi libri in cui erano descritti con esecrandi segni i riti blasfemi di turchi e saraceni», ma bensì anche «donne, bambini, lattanti, parte dei quali trafissero subito, e parte schiacciarono sotto gli zoccoli dei loro cavalli, riempiendo i campi di cadaveri orribilmente lacerati». Proprio come il loro Dio comandava! (WW 33-35)

Il 12 dicembre 1098, nella conquista della città di Marra (Maraat an-numan), furono ammazzate altre migliaia di “infedeli”. A causa della carestia che ne seguì, «i corpi già maleodoranti dei nemici vennero mangiati dalle schiere cristiane», come testimonia il cronista cristiano Albert Aquensis (WW 36).

Finalmente, il 15 luglio 1098, venne espugnata Gerusalemme, dove vennero ammazzati più di 60.000 persone, tra ebrei e musulmani, uomini, donne e bambini (WW 37-40). Da una testimonianza oculare: «e là [davanti al tempio di Salomone] si svolse una tale mischia cruenta che i cristiani si trascinavano nel sangue dei nemici fino alle nocche dei piedi», tanto che Albert scrive: «Le donne, che avevano cercato scampo negli edifici alti e nei palazzi turriti, furono buttate giù a fil di spada; i bambini, anche i neonati, li tiravano a pedate dal petto delle madri, o li strappavano dalle culle, per poi sbatterli contri i muri o le soglie» (WW 38).

L’arcivescovo Guglielmo di Tiro aggiunge: «Felici, piangenti per l’immensa gioia, i nostri si radunarono quindi dinanzi alla tomba del nostro salvatore Gesù, per rendergli omaggio e offrirgli il loro ringraziamento. E non fu soltanto lo spettacolo dei cadaveri smembrati, sfigurati, irriconoscibili, a lasciar sbigottito l’osservatore; in realtà, incuteva sgomento anche l’immagine stessa dei vincitori, grondanti di sangue dalla testa ai piedi, sicché l’orrore s’impadroniva di tutti quelli che li incontravano» (WW 39-40, TG 79).

Il cronista cristiano Eckehard di Aura testimonia che, ancora durante l’estate successiva dell’anno 1100, «in tutta la Palestina l’aria era appestata del lezzo dei cadaveri. Di stragi siffatte nessuno aveva mai visto o udito l’uguale tra i pagani.».

Alla resa dei conti, la Prima Crociata era costata la vita a oltre un milione di persone: «Grazie e lode a Dio!» (WW 41)

Nella battaglia di Ascalon, il 12 agosto 1099, vennero abbattuti 200.000 infedeli «in nome del nostro Signore Gesù Cristo» (WW 45).

Quarta Crociata: il 12 aprile 1204, i crociati mettono a sacco la città (cristiana!) di Costantinopoli. Il numero delle vittime non è stato tramandato. (WW 141-148)

Le restanti crociate in cifre: fino alla caduta di Akkon (1291) si stimano 20 milioni di vittime (solo nella Terrasanta e nelle regioni arabo-turche) (WW 224).

Nota bene: Tutti i dati sono secondo i cronisti di parte cristiana.

Eretici e atei

Già nell’anno 385 i primi cristiani vengono giustiziati quali eretici per mano di altri cristiani: così lo spagnolo Priscilliano, insieme con sei dei suoi seguaci, decapitati a Treviri (Germania) (DO 26).
Eresia manichea.
Tra il 372 e il 444 i Manichei – una setta quasi cristiana, presso i quali si praticava il controllo delle nascite, e che perciò mostravano più senso di responsabilità dei devoti cattolici – vennero totalmente annientati nel corso di diverse grandi campagne sferrate contro di loro in tutto l’Impero romano. Molte migliaia le vittime (NC).

Nel secolo XIII, gli Albigesi cadono vittime della prima crociata proclamata contro altri cristiani. (DO 29) Questi, noti anche col nome di Catari, si consideravano buoni cristiani, ma non riconoscevano né il papa né il divieto romano-cattolico delle tecniche anticoncezionali, rifiutandosi inoltre di pagare le tasse chiesastiche (NC)

Nel 1208, per ordine del papa Innocenzo III – il massimo genocida prima di Hitler – incominciò la crociata contro gli eretici albigesi.

La città di Beziérs (nel sud della Francia) venne rasa al suolo il 22 luglio 1209, tutti gli abitanti massacrati, compresi i cattolici, che avevano rifiutato l’estradizione degli eretici. Il numero dei morti viene stimato tra 20.000 e 70.000 (WW 179-181).

Nella stessa crociata, dopo la presa di Carcassonne (15 agosto 1209), caddero ancora migliaia di ribelli, e la stessa sorte toccò a molte altre città (WW 181).

Nei successivi vent’anni di guerra, tutta la regione fu devastata, quasi tutti i Catari (quasi la metà della popolazione della Linguadoca, nella Francia meridionale) vennero sconfitti, lapidati, annegati, messi al rogo (WW 183).

Finita la crociata contro gli Albigesi (1229), venne istituita la Santa Inquisizione (1232) al fine di stanare dai loro nascondigli gli eretici sopravvissuti e di annientarli. L’ultimo dei Catari, Guillaume de Belibaste, fu dato alle fiamme del rogo nel 1324 (WW 183, LM). Solo tra i Catari, la stima delle vittime si aggira intorno al milione (WW 183).

Altri gruppi di eretici: Valdesi, Pauliciani, Runcarii o Poveri Lombardi, Giuseppini, e molti altri. La maggior parte di queste sette vennero sgominate; un certo numero di Valdesi esiste tuttora, sebbene siano stati perseguitati per oltre 600 anni. Secondo le mie stime, diverse centinaia di migliaia di vittime non sono calcolate in eccesso (comprese le vittime dell’Inquisizione spagnola, ma escludendo quelle del Nuovo Mondo).

Nel XV secolo, l’inquisitore spagnolo Tomas de Torquemada condanna personalmente a morte sul rogo 10.220 sospettati di eresia (DO 28, DZ).

Il predicatore e teologo boemo Jan Hus, per aver criticato il commercio delle indulgenze, viene bruciato nel 1415 a Praga (LI 475-522).

Nel 1538, a Vienna, il professore universitario B. Hubmaier viene pubblicamente condannato al rogo (DO 59).

Il 17 febbraio 1600, dopo una settennale prigionia, il filosofo Giordano Bruno, monaco domenicano processato per eresia, viene bruciato vivo sul rogo eretto in Campo de’ Fiori a Roma.

Verso la metà del Seicento, l’ateo Thomas Aikenhead, studente scozzese appena ventenne, viene impiccato per volontà del clero (HA). Streghe

Dai primi tempi del cristianesimo fino al 1484 invalse la consuetudine di mandare a morte persone, perlopiù donne, che si credevano dotate di poteri soprannaturali, malefici e stregonici. Nell’era vera e propria dei processi per stregoneria, dal 1484 al 1750, molte centinaia di migliaia di sospetti o colpevoli di pratiche stregoniche – secondo le stime degli storici – furono condannati a morte sul rogo o in seguito alle torture; percentualmente, i quattro quinti di essi erano donne (WV).

Un elenco (naturalmente incompleto) di queste vittime, conosciute spesso anche per nome, si trova nell’opera The Burning of Witches – A Chronicle of the Burning Times.

Guerre di religione e Riforma

Secolo XV: guerre crociate contro gli Hussiti, costate la vita a migliaia di seguaci (DO 30).

Nel 1538 papa Paolo III indice una crociata contro l’Inghilterra, sganciatasi con lo scisma dall’ubbidienza a Roma, dichiarando tutti gli Inglesi schiavi di Roma. Per fortuna, l’impresa fallisce sul nascere (DO 31).

1568: il tribunale spagnolo dell’Inquisizione decreta l’eliminazione di tre milioni di Olandesi ribelli nei Paesi Bassi, allora sotto il dominio spagnolo. Per cominciare, 5.000, o forse 6.000 protestanti vennero annegati dalle truppe spagnole della cattolicissima Spagna: «un disastro, di cui i cittadini di Emden vennero a conoscenza quando diverse migliaia di cappelli olandesi a larghe tese scesero galleggiando lungo il fiume» (DO31, SH 213).

1572: a Parigi, e in altre città francesi, 20.000 protestanti Ugonotti vengono assassinati per ordine del papa Pio V, nell’offensiva nota come Notte di San Bartolomeo.

Fino alla metà del secolo successivo, oltre 200.000 profughi Ugonotti dovranno lasciare la Francia (DO 31).

1574: i cattolici sopprimono il condottiero dei protestanti Gaspard de Coligny. Dopo l’uccisione, la plebaglia ne squarta il cadavere: «gli troncarono la testa, le mani, i genitali [.] gettandoli nel fiume [.] ma poi non gli sembrò neppure degno che diventasse pasto per i pesci, per cui li ritirarono fuori e li portarono sul patibolo di Mantfaucon affinché là servissero da alimento per corvi e uccelli» (SH 191).

Guerra dei Trent’anni: nel 1631, la città protestante di Magdeburgo viene saccheggiata e rasa al suolo da truppe cattoliche, che massacrano 30.000 protestanti, metà della popolazione. Scrive il poeta e storico tedesco Friedrich Schiller: «In una sola chiesa si trovarono 50 donne decapitate e bambini che ancora succhiavano il latte dal petto delle loro madri senza vita» (SH 191).

1618-1648: la guerra dei Trent’anni, spaccando l’Europa tra cristiani protestanti e cattolici, decima il 40% delle popolazioni, soprattutto in Germania (DO 31.32).

Ebrei

Già nel IV e V secolo le plebi cristiane sono eccitate a incendiare le sinagoghe ebraiche.

A metà del IV secolo venne distrutta la prima sinagoga per ordine del vescovo Innocenzo di Dertona, nel nord Italia.

La prima sinagoga a esser incendiata nel 388, per ordine del vescovo di Kallinikon, sorgeva in Persia, presso l’Eufrate (DA 450).

Il concilio di Toledo decreta nel 694 la riduzione degli Ebrei in schiavitù, ordina la confisca dei loro averi e il battesimo coatto dei loro bambini (DA 454).

Nell’anno 1010 il vescovo di Limoges fece espellere o sopprimere gli ebrei della città che non volevano convertirsi al cristianesimo (DA 453).

1096: all’inizio della prima Crociata furono uccisi in Europa migliaia di Ebrei, complessivamente forse 12.000. Le città più colpite furono Worms (18/5/1096), Magonza il 27/5 (dove furono trucidati 1.100 ebrei), Colonia, Neuss, Wevelinghoven, Xanten, Moers, Dortmund, Kerpen, Treviri, Metz, Ratisbona, Praga (EJ).

Parimenti, all’inizio della seconda Crociata (1147), nei centri francesi di Ham, Sully, Carentan, e Rameru, si uccisero diverse centinaia di ebrei (WW 57).

In occasione della terza Crociata (1189-90) avviene il saccheggio delle comunità ebraiche stabilitesi in Inghilterra (DO 40).

1235: uccisione pubblica di 34 cittadini ebraici (DO 41).

1257 e 1267: eliminazione della comunità ebraiche di Londra, Canterbury, Northampton, Lincoln, Cambridge e altre città, con numero imprecisato di vittime (DO 41).

1290: è rimasta memoria, nelle cronache coeve, di 10.000 ebrei espulsi o uccisi in Boemia (DO 41).

1337: aizzato da una strage compiuta a Deggendorf, in Baviera, l’isterismo antisemita si estende in pogrom effettuati in 51 città bavaresi, nonché in Austria e in Polonia (DO 41).

1348: si bruciano sul rogo gli ebrei di Basilea e di Strasburgo, complessivamente 2.000 persone (DO 41).

1349: in oltre 350 città della Germania vengono soppressi tutti gli Ebrei, perlopiù bruciati vivi. Qui, in questo solo anno, vennero trucidati dai cristiani più Ebrei di quante erano state, per duecento anni di persecuzioni anticristiane (il sangue dei martiri!), le vittime conclamate della Roma imperiale (DO 42).

1389: vengono macellati a Praga 3.000 cittadini di fede ebraica (DO 42).

1391: a Siviglia e in Andalusia, sotto la guida dell’arcivescovo Martinez, vengono soppressi circa 4.000 ebrei. Mentre altri 25.000 vengono venduti come schiavi (DA 454).

Costoro si potevano riconoscere facilmente perché tutti gli ebrei, dall’età di dieci anni, erano stati costretti a portare sull’abito un “segno d’infamia” colorato: era l’origine storica della futura “stella giudaica” dell’era nazista.

1492: nello stesso anno in cui Colombo spiegava le vele per conquistare il Nuovo Mondo, più di 150.000 Ebrei, molti dei quali perirono nell’ostracismo, venivano scacciati dalle città della Spagna.

1648: in Polonia, durante i famigerati “massacri di Chmielnitzki”, vengono sterminati circa 200.000 ebrei. (MM 470-476).

A questo punto, mi sento male, perché con questo ritmo si prosegue – secolo dopo secolo – su una linea che porta diritta ai forni crematori di Auschwitz. (DO 43).

Popolazioni indigene

Con Cristoforo Colombo, ex commerciante di schiavi, che avrebbe fatto carriera come milite crociato, ha inizio la conquista del Nuovo Mondo: allo scopo, come sempre, di espandere il cristianesimo e di evangelizzare infedeli. Poche ore dopo lo sbarco sulla prima isola abitata in cui s’imbatte nel mare dei Caraibi, Colombo fa imprigionare e deportare sei indigeni che, come scrisse «debbono servire da bravi servitori e schiavi (.) e si possono facilmente convertire alla fede cristiana, giacché mi sembra che non abbiano religione alcuna» (SH 200).

Mentre Colombo definisce gli abitanti autoctoni quali “idolatri”, esprimendo la volontà di offrirli come schiavi ai cattolici re di Spagna, il suo socio Michele da Cuneo, aristocratico italiano, rappresenta gli aborigeni come “bestie” per il fatto che «mangiano quando hanno fame, e si accoppiano in tutta libertà, dove e quando ne hanno voglia» (SH 204-205).

Su ogni isola su cui mette piede Colombo traccia una croce sul terreno e «dà lettura della rituale dichiarazione ufficiale» (il cosiddetto Requerimiento) al fine di prender possesso del territorio da parte della Spagna, nel nome dei suoi Cattolici Signori. Contro di che «nessuno aveva da obiettare». Qualora gli Indios negassero il loro assenso (soprattutto perché non comprendevano semplicemente una parola di spagnolo), il Requerimiento recitava così: «Con ciò garantisco e giuro che, con l’aiuto di Dio e con la nostra forza, penetreremo nella vostra terra e condurremo guerra contro di voi (.) per sottomettervi al giogo e al potere della Santa Chiesa (.) infliggendovi ogni danno possibile e di cui siamo capaci, come si conviene a vassalli ostinati e ribelli che non riconoscono il loro Signore e non vogliono ubbidire, bensì a lui contrapporsi» (SH 66)

Di analogo tenore erano le parole di John Winthrop, primo governatore della Bay Colony del Massachusset: «justifieinge the undertakeres of the intended Plantation in New England [.] to carry the Gospell into those parts of the world [.] and to raise a Bulworke against the kingdome of the Ante-Christ» (SH 235)
[«giustificando l'impresa della costituenda fondazione della Nuova Inghilterra, di portare il vangelo in queste parti del mondo, e di edificare un bastione contro il regno dell'Anticristo»].

Intanto, prima ancora che si venisse alle armi, due terzi della popolazione indigena cadeva vittima del vaiolo importato dagli Europei. Il che era interpretato dai cristiani, manco a dirlo, come «un segno prodigioso dell’incommensurabile bontà e provvidenza di Dio»!.
Così, ad esempio, scriveva nel 1634 il governatore del Massachussets: «Quanto agli indigeni, sono morti quasi tutti contagiati dal vaiolo, e per tal modo il SIGNORE ha confermato il nostro diritto ai nostri possedimenti» (SH 109, 238).

Sulla sola isola di Hispaniola, dopo le prime visite di Colombo, gli indigeni Arawak – un popolo inerme e relativamete felice che viveva delle risorse del loro piccolo paradiso – lamentarono presto la perdita di 50.000 vite (SH 204).

In pochi decenni, gli Indios sopravvissuti caddero vittime di assalti, stragi, strupri e riduzione in schiavitù da parte degli Spagnoli. Dalla cronaca d’un testimone oculare: «Furono uccisi tanti indigeni da non potersi contare. Dappertutto, sparsi per la regione, si vedevano innumerevoli cadaveri di indiani. Il fetore era penetrante e pestilenziale» (SH 69).

Il capo indiano Hatuey riuscì a fuggire col suo popolo, ma fu catturato e bruciato vivo. «Quando lo legarono al patibolo, un frate francescano lo pregò insistentemente di aprire il suo cuore a Gesù affinché la sua anima potesse salire in cielo anziché precipitare nella perdizione. Hatuey ribatté che se il il cielo è il luogo riservato ai cristiani, lui preferiva di gran lunga l’inferno» (SH 70).

Ciò che accadde poi al suo popolo, ci è descritto da un testimone oculare: «Agli spagnoli piacque di escogitare ogni sorta di inaudite atrocità. Costruirono pure larghe forche, in modo tale che i piedi toccavano appena il terreno (per prevenire il soffocamento), e appesero – ad onore del redentore e dei 12 apostoli – ad ognuna di esse gruppi di tredici indigeni, mettendovi sotto legna e braci e bruciandoli vivi». (SH 72, DO 211).

In analoghe occasioni si inventarono altre piacevolezze: «Gli spagnoli staccavano ad uno il braccio, ad altri una gamba o una coscia, per troncare di colpo la testa a qualcuno, non diversamente da un macellaio che squarta le pecore per il mercato. Seicento persone, ivi compresi i cacicchi, vennero così squartate come bestie feroci. Vasco de Balboa ne fece sbranare poi quaranta dai cani» (SH 83).

«La popolazione dell’isola, stimata di circa otto milioni all’arrivo di Colombo, era scemata già della metà o di due terzi, ancor prima che finisse l’anno 1496».

Finalmente, dopo che gli abitanti dell’isola furono quasi sterminati, gli Spagnoli si videro “costretti” a importare i loro schiavi da altre isole dei Caraibi, ai quali toccò peraltro la medesima sorte. In tal modo «milioni di autoctoni della regione caraibica vennero effettivamente liquidati in meno d’un quarto di secolo» (SH 72-73).

«Così, in un tempo minore della durata normale d’una esistenza umana, fu annientata un’intera civiltà di milioni di persone che per migliaia di anni erano stanziate nella loro terra» (SH 75).

«Subito dopo, gli Spagnoli rivolsero la loro attenzione alla terraferma del Messico e dell’America centrale. Le stragi erano appena cominciate. Di lì a poco sarà la volta della nobile città di Tenochttitlàn (l’odierna Mexico City)» (SH 75).

Hernando Cortez, Francisco Pizarro, Hernando De Soto e centinaia di altri Conquistadores spagnoli saccheggiarono e annientarono – in nome del loro Signor Gesù Cristo – molte grandi civiltà dell’America centrale e meridionale (De Soto saccheggiò inoltre la Florida, regione “fiorente”).

«Mentre il secolo XVI volgeva al termine, quasi 200.000 spagnoli si erano stabiliti nel Nuovo Mondo. In questo periodo, in conseguenza dell’invasione, si stima che avessero già perso la vita oltre 60 milioni di indigeni» (SH 95).

Va da sé che i primi colonizzatori dei territori dei moderni Stati Uniti d’America non si comportarono meglio dei conquistadores. Benché, senza l’aiuto degli Indiani, nessuno dei colonizzatori sarebbe stato in grado di sopravvivere ai rigori invernali, questi cominciarono presto a scacciare e a sterminare le tribù indiane. La guerra degli indiani nordamericani tra di loro era, in proporzione, un fenomeno irrilevante – paragonato con le consuetudini europee – e serviva piuttosto a riequilibrare le offese, ma in nessun caso alla conquista del territorio.
Tanto che se ne stupivano i padri pellegrini cristiani: «Le loro guerre non sono neanche lontanamente così cruente» («Their Warres are farre less bloudy»), ragion per cui non succedeva «da nessuna delle parti un grande macello» («no great slawter of nether side»).

In realtà, poteva ben accadere «che guerreggiassero per sette anni senza che vi perdessero le vita sette uomini» («they might fight seven yeares and not kill seven men»).
Tra gli Indiani, inoltre, era consuetudine risparmiare le donne e i bambini dell’avversario (SH 111).

Nella primavera 1612 alcuni coloni inglesi trovarono così attraente la vita dei liberi e affabili indios, al punto da abbandonare Jamestown per vivere presso costoro (con che si ovviò presumibilmente, tra l’altro, a un’emergenza sessuale). Senonché il governatore Thomas Dale li fece stanare e giustiziare: «Alcuni li fece impiccare, altri bruciare, altri torcere sulla ruota, mentre altri furono inflizati sullo spiedo e alcuni fucilati» (SH 105).

Tali eleganti provvedimenti restarono ovviamente riservati agli inglesi; questa era la procedura con quelli che si comportavano come gli indiani; ma per quelli che non avevano scelta, proprio perché costituivano la sovrappopolazione della Virginia, si faceva senz’altro tabula rasa: «quando un indio era accusato da un inglese di aver rubato una tazza, e non la restituiva, la reazione inglese era subito violenta: si attaccavano gli Indiani dando alle fiamme l’intero villaggio» (SH 106)

Sul territorio dell’odierno Massachussetts i padri pellegrini delle colonie perpetrarono un genocidio, entrato nella storia come Guerra dei Pequots. Autori dei massacri erano quei cristiani puritani della Nuova Inghilterra, scampati essi stessi alla persecuzione religiosa in atto nella loro vecchia Inghilterra. Allorché fu trovata la salma d’un inglese, ucciso probabilmente da guerrieri Narragansett, i puritani gridarono vendetta. Sebbene il capo dei Narragansett implorasse pietà, i cristiani passarono all’attacco. Forse dimentichi del loro obiettivo, essendo stati salutati da alcuni Pequot, a loro volta belligeranti coi Narragansett, avvenne che i puritani attaccarono i Pequots, distruggendo i loro villaggi. Il comandante dei puritani, John Mason, scrisse dopo un massacro: «Per la verità, l’Onnipotente incusse tale terrore sulle loro anime, che fuggirono davanti a noi buttandosi tra le fiamme, dove molti perirono. Dio aleggiava sopra di loro e sbeffeggiava i suoi nemici, i nemici del suo popolo, facendone dei tizzoni ardenti. Così il SIGNORE castigò i pagani, allineandone le salme: uomini, donne e bambini» (SH 113-114).

«Così piacque al SIGNORE di dare un calcio nel sedere ai nostri nemici, dando in retaggio a noi la loro terra» («The LORD was pleased to smite our Enemies in the hinder Parts, and to give us their land for an inheritance») (SH 111).

Siccome Mason poteva ben immaginare che i suoi lettori conoscessero la loro bibbia, non aveva bisogno di citare i versetti qui citati: «Delle città di questi popoli, che il Signore tuo Dio ti dà in retaggio, non devi lasciare in vita nulla di quanto respira. Ma dovrai invece destinarle alla distruzione, così come il Signore tuo Dio ti ha dato per dovere» (Mosé V, 20)

Il suo compare Underhill ci ricorda quanto fosse «impressionante e angosciante lo spettacolo sanguinoso per i giovani soldati» («how grat and doleful was the bloody sight to the view of the young soldiers»), però, assicura i suoi lettori, «talvolta la Sacra Scrittura decreta che donne e bambini debbano perire coi loro genitori» («sometimes the Scripture declareth women and children must perish with their parents») (SH 114).

Molti indios caddero vittime di campagne di avvelenamento. I coloni addestravano persino dei cani al compito speciale di stanare gli Indiani, strappando i piccoli dalle braccia delle madri e sbranandoli. Per dirla con le loro stesse parole: «cani feroci per dar loro la caccia e mastini inglesi per l’attacco» («blood Hounds to draw after them, and Mastives to seaze them»).

In questo, i puritani si lasciarono ispirare dai metodi dei loro contemporanei spagnoli. E così continuò, finché i Pequot furono pressoché sterminati (SH 107-119).

Altre tribù indiane patirono la stessa sorte. Così commentavano i devoti sterminatori: «È il volere di Dio, che alla fin fine ci dà ragione di esclamare “Quant’è grandiosa la Sua bontà! E quant’è splendida la Sua gloria!”» («God’s Will, wich will at last give us cause to say: “How Great is His Goodness! And How Great is His Beauty!”»). E ancora: «Fino a che il nostro Signore Gesù li piegò ad inchinarsi davanti a lui e a leccare la polvere!» («Thus doth the Lord Jesus make them to bow before him, and to lick the Dust!») (TA).

Come ancora oggi, così per i cristiani di allora era ben accetta la menzogna per la maggior gloria di dio, o quantomeno per il proprio vantaggio di fronte ai diversamente credenti: «I trattati di pace venivano firmati già col proposito di violarli. Talché il Consiglio di stato della Virginia dichiarava che se gli Indiani “sono tranquillizzati dopo la stipula del trattato, noi abbiamo non soltanto il vantaggio di prenderli di sorpresa, ma anche di mietere il loro mais”». («when the Indians grow secure uppon the Treatie, we shall have the better Advantage both the surprise them, and cutt downe theire Corne») (SH 106).

Anno 1624: una sessantina di inglesi, forniti di armi pesanti, fanno a pezzi 800 inermi uomini, donne e bambini indios. (SH 107).

1675-76: durante la guerra detta di re Filippo, in una sola azione di rappresaglia, sono uccisi «circa 600 indiani».

L’autorevole pastore della seconda Chiesa di Boston, Cotton Mather, definirà più tardi il massacro come «grigliata per arrosti» («barbeque») (SH 115).

In sintesi: nel New Hampshire e nel Vermont, prima dell’arrivo degli inglesi, la popolazione degli Abenaki contava 12.000 persone. Neanche cinquant’anni dopo ne erano rimaste in vita solo 250: una decimazione del 98%.

Il popolo dei Pocumtuck ammontava a 18.000; due generazioni più tardi il loro numero era sceso a 920.

Il popolo dei Quiripi-Unquachog era di 30.000; dopo ugual periodo ne sopravvivevano 1.500, un vero genocidio; la popolazione del Massachusset comprendeva almeno 44.000 persone, di cui, cinquant’anni dopo, erano sopravvissuti appena 6.000. (SH 118).

Questi sono solo alcuni esempi delle tribù che vivevano nell’America del Nord prima che vi approdassero i cristiani. E tutto ciò accadeva prima che scoppiasse la grande epidemia di vaiolo degli anni 1677 e 1678.

Anche il bagno di sangue era appena agli inizi. E tutto fu solo il principio della colonizzazione da parte degli Europei, cioè prima dell’epoca vera e propria del cosiddetto “selvaggio Far West”.

Tra il 1500 e il 1900, è probabile che, complessivamente, abbiano perduto la vita – nelle sole Americhe – più di 150 milioni di nativi: in media, circa due terzi a causa del vaiolo e di altre epidemie importate dagli Europei (e qui non dev’esser passato sotto silenzio il fatto che, a partire dal 1750 circa, le tribù autoctone venivano contagiate anche di proposito per mezzo di doni artificialmente infettati). Restano pertanto ancora 50 milioni la cui morte si fa risalire direttamente ad atti di violenza, a trattamenti disumani o alla schiavitù. E in alcuni paesi, come ad esempio Brasile e Guatemala, questa decimazione prosegue fino ai nostri giorni: a fuoco lento, per così dire.

Ulteriori gloriose tappe della storia degli Stati Uniti d’America

Nel 1703, il pastore Salomon Stoddard, una delle più prestigiose autorità religiose della Nuova Inghilterra, fece formale richiesta al Governatore del Massachusset perché mettesse ai diposizione dei colonizzatori le risorse finanziarie per «acquistare grandi mute di cani e per poterle addestrare a cacciare gli Indiani alla stessa stregua degli orsi» (SH 241).

29 novembre 1864: massacro di Sand Creek, nel Colorado. Il colonnello John Chivington, ex predicatore metodista e politico regionale («non vedo l’ora di nuotare nel sangue nemico») fa passare per le armi un villaggio dei Cheyenne con circa 600 abitanti – quasi solo donne e bambini – benché il capo indiano agitasse bandiera bianca. Bilancio: da 400 a 500 vittime.
Ne riferisce un testimonio oculare: «C’era un gruppo di trenta o quaranta Squaw, acquattate in un buco per proteggersi, le quali mandarono fuori una bambina, di circa sei anni, con un panno bianco in segno di resa. Ebbe il tempo di fare solo pochi passi, quando venne colpita e abbattuta. In quella trincea, più tardi, tutte le donne furono uccise» (SH 131).

1860: il religioso Rufus Anderson commenta il bagno di sangue che fino allora aveva decimato, per il 90% almeno, la popolazione autoctona delle isole Hawaii. «In ciò costui non vedeva nulla di tragico: tutto sommato, la prevedibile, totale estinzione della popolazione indigena delle Hawaii era un fatto del tutto naturale – diceva il missionario – paragonabile suppergiù “con l’amputazione delle membra malate da un organismo”» (SH 244).

Atrocità delle Chiese nel XX secolo

Campi di annientamento cattolici.

È sorprendente come pochi sappiano che in Europa, negli anni della seconda Guerra Mondiale, non c’erano solamente i campi di concentramento nazisti. In Croazia, negli 1942-43, v’erano numerosi campi di sterminio, organizzati dai cattolici ustascia agli ordini del dittatore Ante Pavelic, un cattolico praticante ricevuto regolarmente dall’allora papa Pio XII. Vi erano persino campi di concentramento speciali per bambini! Nei campi croati venivano soppressi soprattutto serbi cristiano-ortodossi, ma anche un cospicuo numero di ebrei.

Il più famigerato era il lager di Jasenovac; il suo comandante fu per un certo tempo un certo Miroslav Filipovic, un frate francescano temuto con l’appellativo di “Brüder Tod” (Sorella Morte).

Qui, al pari dei nazisti, gli ustascia cattolici bruciavano le loro vittime nei forni, ma vivi, diversamente dai nazisti che prima avevano almeno ucciso le prede col gas. In Croazia, però, la maggior parte delle vittime veniva semplicemente soppressa, impiccata o fucilata.

Il loro numero complessivo è stimato fra i trecentomila e i 600.000; e questo in un paese relativamente piccolo. Molti uccisori erano monaci francescani, armati allora con mitragliatrici. Queste nefandezze perpetrate dai Croati era talmente spaventose, che persino alcuni ufficiali della sicurezza delle SS tedesche, in qualità di osservatori degli avvenimenti croati, protestarono direttamente con Hitler (il che lasciò peraltro indifferente il dittatore).
Il papa però fu ben informato di queste atrocità, e non fece nulla per impedirle (MV).
(Aggiunta dell’Autore: di fronte ai retroscena di questa storia, i reportage dei massmedia sul più recente conflitto serbo-croato nella regione balcanica, dal 1991 al 1995, ha assunto talvolta aspetti addirittura spettrali, giacché vi ricorrevano nomi di luoghi come Banja Luka, o di fiumi come la Sava, dove occasionalmente si invengono ancora oggi scheletri di persone assassinate mezzo secolo fa).

Terrore cattolico in Vietnam.

Nel 1954 i combattenti per la libertà del Vietnam, i cosiddetti Viet Min, liquidarono finalmente il governo coloniale francese nel Nord Vietnam, che fino ad allora era stato finanziato con più di due miliardi di dollari dagli USA. Sebbene i vincitori proclamassero libertà religiosa per tutti (la maggioranza dei Vietnamiti non buddhisti era cattolica) vaste campagne di propaganda anticomunista spinsero masse di cattolici a fuggire nel sud del paese. Col sostegno della lobby cattolica a Washington, e con l’appoggio del cardinale Spellmann, portavoce del Vaticano nella politica americana – il quale avrebbe in seguito definitio le truppe americane in Vietnam come «truppe di Cristo» – venne progettato un colpo di Stato per impedire elezioni democratiche nel Sud del Vietnam. Da tali elezioni, probabilmente, anche nel Sud sarebbero usciti vincitori i Viet Min comunisti. Di contro, si elesse alla presidenza del Vietnam meridionale il fanatico cattolico Ngo Dinh Diem (MW 16 ff)

Diem fece in modo che gli aiuti dagli USA, viveri e medicinali, risorse tecniche e d’ogni specie andassero a beneficio dei soli cattolici. I buddhisti, o i villaggi a maggioranza buddhista, vennero ignorati, oppure dovettero pagare per gli aiuti che i cattolici ottenevano invece gratuitamente. Di fatto, l’unica religione ufficialmente riconosciuta era quella romano-cattolica.

L’isteria anticomunista si scatenò in Vietnam in modo ancor più brutale che nella sua versione americana negli USA, la famosa “caccia alle streghe” dell’era di McCarthy. Nel 1956, il presidente Diem emise un decreto in cui si diceva: «Individui che minacciano la difesa nazionale o la sicurezza collettiva possono essere internati dalle autorità in campi di concentramento». Per contrastare il comunismo, come usava dire, vennero così posti in “custodia cautelativa” migliaia di dimostranti e di monaci buddhisti. Per protesta, dozzine di monaci e di maestri buddhisti si diedero fuoco pubblicamente. [Nota bene: qui i buddisti davano fuoco a essi medesimi, laddove i cristiani hanno piuttosto la tendenza a incenerire il loro prossimo; su questo, vedasi anche l'ultimo capoverso].

Nel frattempo, diversi campi di prigionia, in cui da tempo ormai languivano anche cristiani protestanti e persino cattolici – si erano organizzati in autentici campi di sterminio. Si stima che in questo periodo di terrore (dal 1955 al 1960) restassero ferite nei disordini almeno 24.000 persone, che fossero giustiziati circa 80.000 oppositori; 275.000 furono le persone incarcerate e torturate, mentre circa mezzo milione vennero ristrette in campi di concentramento o di prigionia (MW 76-89).

Per appoggiare un tale governo, inoltre, nel corso degli anni Sessanta, migliaia di soldati americani dovettero lasciare la loro vita.

Virus catholicus.

Il primo luglio 1976 morì la 23enne studentessa tedesca di pedagogia Anneliese Michel, lasciandosi morire, nel senso letterale del termine, per fame. Da mesi essa era stata colpita da visioni e apparizioni demoniache; non solo, ma per lunghi mesi due sacerdoti cattolici – con l’autorizzazione ufficiale del vescovo di Würzburg – avevano tormentato la povera ragazza con esorcismi e presunte pratiche antidiaboliche. Quando morì nell’ospedale di Klingenberg, il suo corpo era tutto solcato da cruente ferite. I suoi genitori, entrambi fanatici cattolici, vennero condannati a sei mesi di carcere per omissione di soccorso, specialmente per non aver chiamato alcun medico. Ma neanche un religioso venne indagato e punito per questo. Al contrario! La tomba della sventurata Anneliese Michel è fatto oggetto di pellegrinaggi da parte di fedeli cattolici (ricordiamo che nel Seicento la città di Würzburg era malfamata per le numerosissime esecuzioni di streghe sul rogo).

Questo caso non è che la punta dell’iceberg di tale diffusa e pericolosa superstizione e si é risaputo solo in conseguenza del suo tragico esito (SP 80).

Massacri in Rwanda.

Anno 1994: nel giro di pochi mesi, nel piccolo Stato africano del Rwanda, vengono massacrate diverse centinaia di migliaia di civili. In apparenza, si trattava d’un conflitto tra i gruppi etnici degli Hutu e dei Tutsi (Watussi). Per parecchio tempo, si udirono soltanto delle voci su un coinvolgimento del clero cattolico. Negli organi di stampa cattolici furono pubblicate strane smentite; e questo prima che qualcuno avesse accusato ufficialmente di complicità dei componenti della chiesa cattolica. Senonché, il 10 ottobre 1996, l’emittente radio S2 – tutt’altro che critica nei riguardi del cristianesimo – reca nel notiziario S2 Aktuell delle ore 12 la seguente notizia:
«Sacerdoti e suore anglicani, ma soprattutto cattolici, sono gravemente accusati di aver preso parte attiva all’assassinio di indigeni. In particolare, il comportamento d’un religioso cattolico ha tenuto desto per mesi l’interesse della pubblica opinione, non solo nella capitale ruandese Kigali. Era parroco nella chiesa della Sacra Famiglia, ed è accusato di aver ucciso dei tutsi nei modi più atroci. Sono rimaste incontestate deposizione di testimoni secondo cui il religioso, col revolver alla cintola, fiancheggiava bande saccheggiatrici di Hutu. Nella sua parrocchia, in effetti, era avvenuta una sanguinosa strage di Tutsi che avevano cercato scampo in quel tempio. Perfino oggi, due anni dopo, vi sono molti cattolici a Kigali che, per la complicità a loro avviso dimostrata d’una parte dei sacerdoti, non mettono più piede nelle chiese della città. Quasi non v’è chiesa nel Rwanda in cui fuggitivi e profughi – donne, bambini, vecchi – non siano stati brutalmente picchiati e massacrati al cospetto della croce. Vi sono testimonianze in base alle quali i religiosi hanno rivelato i nascondigli dei Tutsi, lasciandoli in balìa delle milizie Hutu armate di machete.

Nel frattempo, si son date prove schiaccianti del fatto che, durante il genocidio in Rwanda, anche monache cattoliche si sono macchiate di gravi colpe. In questo contesto, si fa costante menzione di due benedettine, rifugiatesi intanto in un monastero belga per sottrarsi al corso della giustizia ruandese. Secondo testimonianze concordi di superstiti, una aveva chiamato i sicari hutu, introducendoli da migliaia di tutsi che avevano cercato rifugio nel suo convento. Con la forza, i morituri erano stati cacciati dal chiostro e tosto soppressi in presenza della suora. Anche la seconda benedettina aveva collaborato direttamente con le bande assassine delle milizie hutu; anche di questa suora testimoni oculari affermano che avesse assistito freddamente, senza reagire in alcun modo, a come i nemici venivano macellati. Alle due donne si contesta addirittura (in base a precise testimonianze) di aver fornito ai killer il petrolio con cui le vittime vennero bruciate vive» (S 2)

Questa notizia ha ricevuto un’appendice. Ecco il messaggio della BBC:

Priests get death sentence for Rwandan genocide: BBC NEWS April 19, 1998 A court in Rwanda has sentenced two Roman Catholic priests to death for their role in the genocide of 1994, in which up to a million Tutsis and moderate Hutus were killed. Pope John Paul said the priests must be made to account for their actions. Different sections of the Rwandan church have beeen widely accused of playing an active role in the genocide of 1994.

Come si vede, per il cristianesimo il medioevo non è mai veramente concluso. La cosa che spaventa più che mai è, in tutti i casi, che ogni nuova generazione di cristiani nega e contesta i delitti e le nefandezze che la precedente generazione dei suoi correligionari ha commesso in nome della fede cristiana! Oppure, qualora non sia più possibile negare, si limita ad affermare di sfuggita: oh, ma quelli non erano buoni cattolici, non erano veri cristiani! Cristiani belli e buoni sono solamente quelli che amano il prossimo loro, che fanno il bene e vogliono la pace. eccetera, eccetera. Come se, parlando di se stessi, queste cose non le affermassero i fedeli di qualsivoglia religione del mondo!

Fonti bibliografiche
DA: Karl-Heinz Deschner, Abermals krähte der Hahn, Stuttgart 1962. DO: Karl-Heinz Deschner, Opus Diaboli, Reinbek, Hamburg 1987.

DZ: Die Zeit, Nr. 5, 1998.

EC: P.W. Edbury, Crusade and Settlement, Cardiff University Press 1985.

EJ: S. Eidelberg, The Jews and the Crusaders, Madison 1977.

HA: M. Hunter, D. Wootton, Atheism from the Reformation to the Enlightenment, Oxford 1992.

LI: H.C. Lea, The Inquisition of the Middle Age, New York 1961.

LM: E. Le Roy Ladurie, Montaillou. Ein Dorf vor dem Inquisitor 1294-1324, Frankfurt 1982.

MM: M. Margolis, A. Marx, A History of the Jewish People.

MV: A. Manhattan, The Vatican’s Holocaust, Springfield 1986. V. Dedijer, The Yugoslav Auschwitz and the Vatican, Buffalo NY 1992.

NC: J.T. Noonan, Conception: A History of its Treatment by the Catholic Theologians and Canonists, Cambridge, Massachussets 1992.

S2: Notiziario radiofonico di S2 Aktuell, 10 ottobre 1996, h 12:00.

SH: D. Stannard, American Holocaust, Oxford University Press 1992.

SP: Settimanale Der Spiegel, Nr. 49, 12/2/1996.

TA: A True Account of the Most Considerable Occurrences that have Hapned in the Warre Between the English and the Indians in New England, London 1676.

TG: F. Turner, Beyond Geography, New York 1980.

WW: H. Wollschläger, Die bewaffneten Wallfahrten gen Jerusalem (I pellegrinaggi armati contro Gerusalemme) Zürich 1973 (È quanto di meglio in circolazione a proposito di crociate. Contiene una silloge di cronache cristiane del medioevo. Purtroppo non più ristampato).

WV: Calcoli e stime sul numero delle streghe condannate al rogo:
N. Cohn, Europe’s Inner Demons: An Inquiry Inspired by the Grat Witch Hunt, Frogmore 1976, 253.
R.H. Robbins, The Encyclopedia of Witchkraft and Demonology, New York 1959, 180. J.B. Russell, Witchcraft in the Middle Ages, Ithaca, NY 1972, 39.
H. Zwetsloot, Friedrich Spee und die Hexenprozesse, Treviri 1954, 56.

http://www.ruttar.altervista.org/chiese/1_7_radicicristiane/radicicristiane.htm

PARTE 1:Il libro nero della Chiesa: i crimini commessi dai cristiani.

Crimini, Cristianesimo No Comments

Massacri ovvero scheletri nell’armadio dei cristiani

Quello che segue è un elenco meramente dimostrativo, e assolutamente non esaustivo, di tutti i crimini commessi.782 4.500 Sassoni sono decapitati su ordine di Carlo Magno per aver rifiutato il battesimo cattolico.
965 24 ribelli romani sono condannati a morte su ordine di papa Giovanni XIII a Roma.
1096 800 ebrei sono massacrati dai cattolici a Worms in Germania.
1096 700 ebrei sono massacrati dai cattolici a Magonza in Germania.
1098 4.000 ungheresi sono massacrati dal crociati in marcia verso la Palestina.
1099, 15 luglio 40.000 ebrei e musulmani sono massacrati dai crociati a Gerusalemme.
1145 120 ebrei sono massacrati dai cattolici a Colonia e Spira in Germania.
1146 100 ebrei sono massacrati dai cattolici a Sully e Ramerupt in Francia.
1171 18 ebrei sono arsi vivi a Blois in Francia.
1191 2.700 prigionieri di guerra musulmani sono decapitati dai crociati in Palestina.
1191 100 ebrei sono massacrati a Bray-sur-Seine in Francia.
1208 20.000 catari e loro fattori sono massacrati dai crociati a Beziers nel sud della Francia.
1219 5.000 catari e loro fautori sono massacrati dai crociati a Marmande nel sud della Francia.
1244, 16 marzo 250 catari e valdesi sono arsi vivi per ordine dell’Inquisizione nel sud della Francia.
1278 267 ebrei sono impiccati a Londra a seguito di false accuse di omicidio rituale ai danni dei cattolici.
1278, 13 febbraio 200 catari e valdesi sono arsi vivi nell’arena di Verona per ordine dell’Inquisizione.
1310 28 ribelli di Massafiscaglia (FE) sono giustiziati dai mercenari pontifici.
1370 20 ebrei sono arsi vivi dai cattolici a Bruxelles.
1377, 3 febbraio 2.500 abitanti di Cesena sono massacrati dai mercenari pontifici in quanto ribelli antipapali.
1391 4.000 ebrei sono massacrati dai cattolici a Siviglia in Spagna.
1397 100 valdesi di Graz in Austria sono impiccati e bruciati per ordine dell’Inquisizione.
1400 30 cittadini romani sono condannati a morte per ordine del governo pontificio in quanto ribelli.
1405 12 cittadini romani sono massacrati dai mercenari pontifici guidati dal nipote di papa Innocenzo VII.
1416 300 donne accusate di stregoneria sono arse nel comasco per ordine dell’Inquisizione cattolica.
1485 49 persone sono giustiziate per ordine dell’Inquisizione a Guadalupe in Spagna.
1485 41 donne accusate di stregoneria sono bruciate a Bormio per ordine dell’Inquisizione.
1486 31 ebrei sono giustiziati a Belalcazar in Spagna per ordine dell’Inquisizione.
1505 14 donne accusate di stregoneria sono ammazzate a Cavalese su ordine del vicario del vescovo di Trento.
1507 30 persone accusate di stregoneria sono bruciate a Logrono in Spagna per ordine della Santa Inquisizione.
1513 15 cittadini romani sono massacrati dalle guardie svizzere del papa.
1514 30 donne accusate di stregoneria sono bruciate a Bormio per ordine dell’Inquisizione.
1518 80 donne accusate di stregoneria sono bruciate in Valcamonica per ordine dell’Inquisizione.
1545, aprile 2.740 valdesi sono massacrati dai cattolici in Provenza.
1559 15 protestanti sono arsi vivi a Valladolid in Spagna su ordine dell’Inquisizione.
1559 14 protestanti sono arsi vivi a Siviglia in Spagna su ordine dell’Inquisizione.
1561, giugno 2.000 valdesi sono massacrati dai cattolici in Calabria (Guardia Piemontese, San Sisto e Montalto).
1562 300 persone accusate di stregoneria sono arse a Oppenau in Germania.
1562 63 donne accusate di stregoneria sono bruciate a Wiesensteig in Germania su ordine dell’Inquisizione.
1562 54 persone accusate di stregoneria sono bruciate a Obermachtal in Germania su ordine dell’Inquisizione.
1567 17.000 protestanti delle Fiandre sono massacrati dagli spagnoli.
1572, 24 agosto 10.000 protestanti (Ugonotti) sono massacrati dai cattolici a Parigi e nel resto della Francia (nota come la Strage di San Bartolomeo).
1573 5.000 servi della gleba croati in rivolta sono massacrati per ordine del vescovo cattolico Jurai Draskovic.
1580 222 ebrei sono condannati al rogo per ordine dell’Inquisizione in Portogallo.
1620, 29 luglio 600 protestanti sono trucidati dai cattolici in Valtellina.
1655, aprile 1.712 fedeli valdesi sono massacrati dai cattolici.
1680 20 ebrei sono condannati al rogo a Madrid per ordine dell’Inquisizione.
1686, maggio 2.000 valdesi sono massacrati dai cattolici penetrati nelle loro valli alpine per sterminarli.
1691 37 ebrei sono bruciati a Maiorca in Spagna per ordine dell’Inquisizione.
1697 24 protestanti sono giustiziati dai cattolici a Presov in Slovacchia.

Pierino Marazzani,
Circolo UAAR di Milano

I personaggi

Cristianesimo No Comments

I Personaggi

Abbiamo visto che non c’è alcuna evidenza per la storicità del fondatore Cristiano, che i primi proponenti Cristiani erano nell’insieme o completamente creduloni o ingannatori stupefacenti, e che i cosiddetti “difensori della fede” furono costretti sotto incessanti accuse di frode ad ammettere che il Cristianesimo era una rielaborazione di religioni più antiche. E’ stato anche dimostrato che il mondo nel quale nacque il Cristianesimo era pieno di dei e dee assortiti, in opposizione ad un vuoto monoteistico. Di fatto, nelle loro favolose gesta e poteri meravigliosi molti di questi dei e dee sono virtualmente gli stessi de personaggio di Cristo, come asserito dagli apologisti Cristiani stessi. Investigando ulteriormente questo tema noi scopriamo che “Gesù Cristo” di fatto è una composizione di questi vari dei, che furono adorati e i cui drammi erano regolarmente recitati dai popoli antichi molto prima dell’era Cristiana.
Quantunque molte persone hanno l’impressione che il mondo antico consistesse di nazioni e tribù non connesse, la verità è che durante il periodo nel quale si sostiene sia vissuto Gesù c’era un commercio ed una rete di fratellanza che si stendeva dall’Europa alla Cina. Questa rete di informazione includeva la libreria ad Alessandria e ebbe accesso a numerose tradizioni orali e manoscritti che riferivano la stessa storia raffigurata nel Nuovo Testamento con differenti nomi di luoghi ed etnie per i personaggi. Nella realtà, la leggenda di Gesù quasi identicamente parallela a quella di Krisna, per esempio, anche nel dettaglio, con il mito Indiano datato almeno indietro fino al 1.400 A.C. Anche più grande antichità può essere attribuita al mito ben intrecciato di Horus in Egitto, il quale anch’esso è praticamente identico alla versione Cristiana ma che la precedette di migliaia di anni.
La storia di Gesù incorporò elementi dai racconti di altre divinità registrate in questa vasta area del mondo antico, inclusi vari dei seguenti salvatori del mondo, la maggior parte o tutti i quali datavano a prima del mito Cristiano. Non viene suggerito che tutti questi personaggi siano stati usati nella creazione del mito Cristiano, poiché alcuni di essi si trovano in parti del mondo chi si ritiene fossero sconosciute al tempo; comunque, è certo che fu utilizzato un buon numero di queste divinità. Così, noi troviamo gli stessi racconti intorno al mondo su una varietà di uomini di dio e di figli di Dio, un certo numero dei quali ebbero pure nascita da una vergine o erano di origine divina; nacquero il, o intorno al, 25 Dicembre in una grotta o sotto terra; furono battezzati; operarono miracoli e meraviglie; avevano alti principi morali, erano compassionevoli, operarono duramente per l’umanità e guarirono i malati; erano la base della salvezza dell’anima e/o furono chiamati “Salvatore, Redentore, Liberatori”; ebbero l’Eucaristia; dissolsero le tenebre; furono appesi su alberi o furono crocifissi; e furono risuscitati e ritornarono al cielo, da dove erano venuti. La lista di questi salvatori e figli di Dio include i seguenti:
• Adad e Marduk di Assiria, che era considerato “la Parola” (Logos)
• Adone, Esculapio, Apollo (che fu risuscitato all’equinozio invernale come l’agnello), Dioniso, Eracle (Ercole) e Zeus di Grecia
• Alcide di Tebe, redentore divino nato da una vergine intorno al 1.200 A.C.1
• Attis di Frigia
• Baal o Bel di Babilonia/Fenicia
• Balder e Frey di Scandinavia
• Bali dell’Afganistan
• Beddru del Giappone
• Budda e Krisna dell’India
• Chu Chulainn dell’Irlanda
• Codom e Deva Tat del Siam
• Crite di Caldea
• Dahzbog degli Slavi
• Dumuzi della Sumeria
• Fo-hi, Lao-Kiun, Tien, e Chang-ti della Cina, la cui nascita fu accompagnata da musica celeste, angeli e pastori2
• Ermes dell’Egitto/Grecia, che nacque dalla Vergine Maia e fu chiamato “il Verbo” perché egli era il messaggero o Verbo del Padre Celeste, Zeus.
• Hesus dei Drudi e Galli
• Horus, Osiris e Serapis dell’Egitto
• Indra del Tibet/India
• Ieo della Cina, che era “il grande profeta, legislatore e salvatore” con 70 discepoli3
• Issa/Isa dell’Arabia, che nacque dalla Vergine Maria e fu “la Parola Divina” dell’antica Nasara Arabica/Nazzarena intorno al 400 A.C.4
• Jao del Nepal
• Jupiter/Giove di Roma
• Mitra della Persia/India
• Odino/Wodin/Woden/Wotan degli Scandinavi, che fu “ferito con una lancia”5
• Prometeo del Caucaso/Grecia
• Quetzlacoatl del Messico
• Quirino di Roma
• Salivahana del sud dell’India, che era un “bambino divino, nato da una vergine, ed era il figlio di un falegname”, chiamato egli stesso “il Falegname”, ed il cui nome o titolo significa “portato dalla croce” (“Salvezza”)6
• Tammuz della Siria, il dio salvatore venerato in Gerusalemme
• Thor dei Galli
• Monarca Universale delle Sibille
• Wittoba del Bilingonese/Teligonese
• Zalmoxis della Tracia, il salvatore che “promise vita eterna agli invitati alla sua Ultima Cena sacramentale. Quindi egli andò nel mondo sotterraneo, e risorse il terzo giorno”7
• Zaratustra/Zoroastro della Persia
• Zoar dei Bonzi

Questa lista non pretende di essere completa, né vi è sufficiente spazio qui per andare nel dettaglio di tutte figure mitologiche. Si dovrebbe notare che, come con Gesù, un certo numero di questi personaggi nel passato sono stati ritenuti essere stati personaggi storici, ma oggi quasi nessuno di loro viene considerato come tale.

I Principali Protagonisti

Attis di Frigia

La storia di Attis, il figlio di dio Frigio crocifisso e risorto, è datato di secoli prima del salvatore Cristiano, nella stessa area del racconto evangelico. Attis condivide con Gesù le seguenti caratteristiche:

• Attis nacque il 25 Dicembre dalla Vergine Nana.
• Egli era considerato il salvatore che era stato ucciso per la salvezza dell’umanità.
• Il suo corpo veniva mangiato come pane dai suoi adoratori.
• I suoi sacerdoti erano “eunuchi per il regno del cielo”.
• Egli era sia il Figlio Divino che il Padre.
• Nel “Venerdì Nero”, egli fu crocifisso ad una pianta, da cui il suo santo sangue fu versato per redimere la terra.
• Egli scese nel mondo sotterraneo.
• Dopo tre giorni, Attis fu risuscitato il 25 Marzo (come la tradizione sosteneva per Gesù) come il “Dio Altissimo”.

Doane fornisce il dettaglio del dramma di Attis, che era una ricorrente riparazione col sangue:

Attis, che era chiamato il “Figlio Unigenito” e “Salvatore” era adorato dai Frigi (che erano consoderati una delle razze più antiche dell’Asia Minore). Da essi egli veniva rappresentato come un uomo legato ad una pianta, ai piedi della quale c’era un agnello, e, senza dubbio anche come un uomo inchiodato alla pianta, o palo, poiché noi troviamo che Lattanzio fa dire …. ad Apollo di Mileto … che: “Egli era un mortale secondo la carne; saggio in opere miracolose; ma, essendo stato arrestato da una forza armata per comando dei giudici Caldei, egli subì una morte resa amara da chiodi e pali”.8

E in Christianity Before Christ Jackson riferisce:

Nel festival di Attis il 22 di Marzo veniva abbattuta una pianta di pino ed una effige del dio veniva affissa ad essa, venendo così ucciso ed appeso ad una pianta… Di notte i sacerdoti trovavano la tomba illuminata dall’interno ma vuota, poiché nel terzo giorno Attis era risorto dalla tomba.

Il dramma o la passione di Attis ebbe luogo in quella che diventerà poi la Galazia, e furono I seguaci di Attis ai quali Paolo indirizzò la sua Epistola ai Galati al 3:1: “O folli Galati! Chi vi ha stregato, davanti a quali occhi Gesù Cristo fu pubblicamente raffigurato come crocifisso?” Poiché i Galati presumibilmente non erano in Gerusalemme quando si afferma che Gesù sia stato crocifisso, noi possiamo ragionevolmente domandare chi fosse veramente questo che fu “pubblicamente raffigurato come crocifisso” davanti ai loro occhi? Questa “raffigurazione” certamente suggerisce la passione ricorrente del culto di Attis.
Ancora, nell’indirizzarsi ai Galati, Paolo solleva quello che è ovviamente un evento ricorrente: “Cristo ci ha redenti dalla maledizione della legge, essendo divenuta una maledizione per noi – poiché è scritto, ‘Maledetto sia chiunque è appeso ad una pianta’”. (Gal. 3:13) Come seguaci di Attis, coloro a cui era rivolto avrebbero capito la parte su “chiunque è appeso ad una pianta”, poiché loro, come altri popoli biblici, annualmente o periodicamente appendevano su una pianta un sostituto o effige del dio. Come è il caso nell’Antico Testamento con affissioni ritualistiche, questa “maledizione” di fatto è una benedizione o consacrazione.
Attis era popolare non solo in Frigia/Galazia ma anche a Roma, ove egli e Cibele, la Grande Madre degli Dei, ebbe un tempio sulla collina de Vaticano per sei secoli.10 Il mito di Attis era tanto simile alla storia Cristiana che i Cristiani furono costretti a ricorrere al loro argomento pretestuoso che il diavolo aveva creato prima il culto di Attis per ingannare i seguaci di Cristo.

Budda

Anche se la maggior parte della gente pensa che Budda sia stata una persona che visse intorno al 500 A.C., si può anche dimostrare che il personaggio comunemente raffigurato come Budda sia una composizione di uomini di dio, leggende e detti di vari sant’uomini sia precedenti che seguenti il periodo attribuito al Budda (Guantama/Gotama), come fu dimostrato da Robertson:

… Gotama fu solo uno di una lunga serie di Budda che sorgono ad intervalli e che insegnano tutti la stessa dottrina. Sono stati registrati i nomi di ventiquattro di tali Budda che sono comparsi prima di Gotama…. Si sosteneva che dopo la morte di ciascun Budda, la sua religione fiorisce per un periodo e poi decade. Dopo che è dimenticata, emerge un nuovo Budda e predica il Dramma perduto, o la Verità….
Sembra assolutamente probabile alla luce di questi fatti che un numero qualsiasi di insegnamenti attribuiti “al Budda” possa essere esistito sia prima che al tempo in cui si crede che sia vissuto Gotama…
Il nome Gotama è comune; è anche pieno di associazioni mitologiche. Si ammette che ci sia stato un altro Gotama noto ai primi Buddisti, che fondò un ordine. Così che prova c’è che i detti e le opere di differenti Gotama non possano essere stati ascritti ad una sola persona?…11

A causa di questa non storicità e delle seguenti caratteristiche del mito di Budda, che non sono molto conosciute ma che hanno le loro antiche radici nelle nebbie del tempo, noi possiamo supporre con sicurezza che Budda sia ancora un’altra personificazione degli antichi, miti universali qui elencati.
La figura di Budda ha in comune con la figura di Cristo quanto segue:

• Budda nacque il 2512 Dicembre dalla vergine Maya, e la sua nascita fu accompagnata da una “Stella dell’ Annunciazione”13, saggi14 e angeli che cantavano canti celesti.15
• Alla sua nascita, egli fu dichiarato governatore del mondo e fatto dono di “gioielli costosi e sostanze preziose”.16
• La sua vita fu minacciata da un re “che fu consigliato di distruggere il bambino, poiché egli sarebbe stato responsabile della sua detronizzazione”.17
• Budda era di discendenza regale.
• Egli insegnò nel tempio a 12 anni.18
• Egli schiacciò la testa di un serpente (come fu detto tradizionalmente di Gesù) e fu tentato da Mara, “il Maligno”, mentre stava digiunando.
• Budda fu battezzato in acqua, alla presenza dello “Spirito del Signore” o “Spirito Santo”.19
• Egli fece miracoli e meraviglie, guarì i malati, sfamò 500 uomini con un “piccolo cesto di focacce”, e camminò sull’acqua.20
• Budda abolì l’idolatria, fu un “seminatore della parola”, e predicò “la costruzione di un regno di rettitudine”.21
• I suoi seguaci furono obbligati a fare voti di povertà e di rinunciare al mondo.22
• Egli fu trasfigurato su un monte, quando fu detto che la sua faccia “splendeva come la lucentezza del sole e della luna”.23
• In alcune tradizioni, egli morì su una croce.24
• Egli fu risorto, poiché i teli che lo coprivano furono srotolati dal suo corpo e la sua tomba fu aperta da poteri soprannaturali.25
• Budda salì al Nirvana o (cielo) col corpo.
• Egli fu chiamato “Signore”, “Maestro”, la “Luce del Mondo”, “Dio degli Dei”, “Padre del Mondo”, “Reggente Onnipotente e Onnisciente”, “Redentore di Tutti”, “Il Santo”, l’”Autore della Felicità”, “Possessore di Tutto”, l’”Onnipotente”, l’”Essere Supremo”, l’”Eterno”.26
• Egli fu considerato il “Portatore Peccato”, “Buon Pastore”27, il “Falegname”28, l’”Infinito ed Eterno”29, e l’”Alfa e Omega”30.
• Egli venne per portare a compimento la legge, non per distruggerla31.
• Budda dovrà tornare “negli ultimi giorni” a “restaurare l’ordine e a giudicare i morti”32.

In aggiunta alle caratteristiche del “dio insegnante/salvatore” come delineato sopra, l’influenza del Buddismo sul Cristianesimo include: Rinuncia al mondo ed alle sue ricchezze, incluso il sesso e la famiglia; la fratellanza umana; la virtù della carità e il porgere la guancia; e la conversione. Che il Buddismo abbia preceduto il Cristianesimo è innegabile, come lo è il suo influsso nel mondo molto prima dell’inizio dell’era Cristiana. Come riferisce Walker:

Fondato 500 anni prima del Cristianesimo ed ampiamente pubblicizzato in tutto il Medio Oriente, il Buddismo esercitò più influenza nella primitiva Cristianità di quanto i padri della chiesa amarono ammettere, poiché essi videro le religioni Orientali in generale come adorazione del diavolo…
Storie del Budda e delle sue molte incarnazioni circolavano incessantemente per tutto il mondo antico, specialmente da quando i monaci Buddisti viaggiarono in Egitto, in Grecia, e nell’Asia Minore quattro secoli prima di Cristo, per diffondere le loro dottrine…. Molti studiosi hanno evidenziato che i principi fondamentali del Cristianesimo erano primariamente i principi di base del Buddismo; ma è anche vero che le cerimonie ed i simboli di ambedue le religioni fossero più simili di quanto ciascuna abbia voluto riconoscere.33

Per quanto riguarda l’influsso del Buddismo nell’area specifica dove il dramma di Cristo si sostiene abbia avuto luogo, Larson afferma:

I missionari Buddisti penetrarono ogni porzione del mondo allora conosciuto, inclusa la Grecia, l’Egitto, la Baktria, l’Asia Minore, ed il Secondo Impero Persiano. La Palestina deve essere stata permeata dalla ideologia Buddista durante il primo secolo…. La letteratura dell’India prova che Gesù trasse pesantemente dal Buddismo, direttamente o indirettamente, per ottenere non semplicemente il contenuto della Sua etica, ma la stessa forma nella quale fu espressa. Sia Gauatama che Gesù trovarono le parabole efficaci.34

Veramente, sembra che un certo numero delle parabole di Gesù siano state prese direttamente dal Buddismo; per esempio, quella del figliuol prodigo.35
L’esistenza del Buddismo nel Medio Oriente durante l’era Cristiana viene riconosciuta dagli stessi apologeti Cristiani come ad esempio Cirillo e Clemente di Alessandria, che dissero che i Samaneani o Buddisti erano sacerdoti di Persia.36
In aggiunta, un certo numero di studiosi hanno retrodatato le origini del Buddismo a molte migliaia di anni prima del presunto avvento di Budda Gautama. Anche Albert Churchward fa risalire il mito di Budda originariamente all’Egitto:

Il primo Budda era chiamato Ermias, e si può rintracciare fino a Set degli Egizi; egli originò il Culto delle Stelle. Più tardi, comunque, il Culto Solare fu portato in India, e il Budda è ivi il rappresentante di Ptah degli Egizi… Sakya-Muni o Gautama, la cui vita e storia evolse dai miti preesistenti, il vero Budda,…. non poteva diventare più storico del Cristo della Gnosi. Se il Buddismo potesse solo spiegare le proprie origini, diventerebbe chiaro che è sia naturale che scientifico, cioè, l’antico Culto Stellare Egizio. Ma il cieco tentativo di rendere Budda storico in una persona lo posizionerà alla fine in fondo ad un buco scuro.37

Anche Higgins dedusse che il vero “Buddismo” è molto più antico delle leggende del Budda, poiché in antichi templi Indiani che datano a molto prima dell’era di “Gautama” ci sono dipinti di Budda come un uomo nero, non solo in colore ma anche nei lineamenti.38 Nell’opinione di Higgins, il Buddismo è stata la religione più diffusa del pianeta, trovata anche in Inghilterra ove era la religione dei Druidi. Egli afferma anche che l’”Hermes dell’Egitto, o Budda, fosse ben noto agli antichi Cananiti”, cioè, il popolo che precedette ed in larga parte divenne gli Israeliti. Quindi, il Buddismo senza dubbio fu un influsso iniziale sul pensiero e sulla religione Ebraica.

Acharya S. La Cospirazione Di Cristo

La Passione

Cristianesimo, Paganesimo No Comments

La Passione

Il rituale del capro espiatorio è anche la “Passione” del re sacro. La Passione di Gesù è ben nota perché è stata fatta in rappresentazioni o sulle vie in molte nazioni ogni anno per secoli. Il semplice fatto è che la Passione veniva anche svolta allo stesso modo molto prima del supposto avvento del personaggio di Cristo, poiché ci sono state “Passioni” di un certo numero di dei e dee salvatori. Come riferisce Dujardin:
Altri studiosi sono stai impressionati dalle somiglianze tra la Passione di Gesù come riferita nei vangeli e le cerimonie delle feste popolari, come la Sacea a Babilonia, la festività di Kronos in Grecia, e i Saturnali in Italia…. Se le storie delle Passioni di Dioniso, Attis, Osiride e Demetrio sono le trasposizioni dei drammi del culto, e non eventi reali, difficilmente può essere diversamente con la Passione di Gesù.

La seguente passione non è la storia di Gesù ma quella di Baal o Bel di Babilonia/Fenicia, come rivelata su una tavoletta antica di 4.000 anni ora al British Museum:
1. Baal viene preso prigioniero.
2. Egli viene giudicato in un’aula di giustizia.
3. Egli viene tormentato e deriso dalla plebaglia.
4. Egli viene condotto al monte.
5. Baal viene preso insieme a due altri prigionieri, uno dei quali viene rilasciato.
6. Dopo essere sacrificato sul monte, la gentaglia si scatena.
7. I suoi vestiti vengono presi.
8. Baal sparisce in una tomba.
9. Egli viene cercato da donne piangenti.
10. Egli viene risuscitato, apparendo ai suoi seguaci dopo che la pietra è stata rotolata via dalla tomba.72*
In aggiunta, è ovvio che un certo numero di specifiche della Passione Cristiana sono estratte dal libro dei Salmi (22, 69:21), che a sua volta è basato su tradizioni più antiche, poiché i Salmi di fatto rappresentano una rielaborazione di detti Cananiti/Egizi. La rappresentazione della passione in realtà è un mezzo molto antico usato in molte religioni del mistero. Originariamente celeste, come notato, non è in alcun modo un avvenimento storico, eccetto che accadde migliaia di volte per tutto il mondo antico.
La Passione come raccontata nei vangeli si rivela facilmente essere una rappresentazione attraverso un certo numero di indizi. Per esempio, Gesù viene fatto pregare tre volte mentre i suoi discepoli sono addormentati, tanto che non c’è lì alcuno a sentire o vedere la scena, eppure viene registrata. Robertson spiega: “Sul palcoscenico, comunque, non c’è difficoltà alcuna perché la preghiera sarebbe udita dal pubblico, come un soliloquio”.73 Un altro indizio è la compressione nel tempo degli eventi, come anche il loro tono drammatico. Si sostiene che l’intera storia del vangelo abbia avuto luogo in un periodo di poche settimane, e l’intera “vita di Gesù” rappresenta circa 50 ore in totale. In aggiunta, Robertson afferma:
Il fatto che l’intero processo giudiziale si svolse nel mezzo della notte mostra il suo carattere non storico. Le esigenze di dramma sono responsabili per la ricerca di “falsi testimoni” per tutta Gerusalemme nel mezzo della notte…. Le scene della Crocifissione e della Resurrezione, anche l’apparizione finale in Galilea, sono posti in Matteo come se essi sarebbero stati rappresentati in un palcoscenico. Il vangelo finisce improvvisamente con le parole del Signore risorto. Dove finisce la rappresentazione termina la narrazione.74

Carpenter dice:

Se chiunque leggerà, per esempio, nei quattro Vangeli, gli eventi della notte che precedette la crocifissione e considererà il tempo che essi avrebbero dovuto necessariamente richiedere per essere messi in atto – l’Ultima Cena, l’agonia nell’Orto, il tradimento di Giuda, il trascinamento davanti a Caifa ed il Sinedrio, e quindi davanti a Pilato nella Sala del Giudizio…. quindi – in Luca – la frapposta visita ad Erode, ed il ritorno a Pilato; i discorsi di Pilato e il lavaggio delle mani davanti alla folla; quindi la flagellazione e la derisione e il rivestire Gesù in una tunica porpora come un re; quindi la preparazione di una Croce e il lungo e doloroso tragitto al Golgota; e infine la Crocifissione all’alba – egli vedrà – come è stato spesso fatto notare – che l’intera storia è fisicamente impossibile. Come registrazione di eventi reali la storia è impossibile; ma come un racconto o serie di note tratte dall’aver assistito ad una “rappresentazione del mistero” – e tale rappresentazione con eventi molto simili erano abbastanza comuni nell’antichità in connessione con culti di un Salvatore morente, esso molto probabilmente è vero (si può vedere il carattere molto drammatico degli eventi: il lavaggio delle mani, la triplice negazione da parte di Pietro, la tunica porpora e la corona di spine, e così via); e come tale viene ora accettata da molte autorità ben qualificate.75

E Dujardin concorre:

Le improbabilità dei racconti nei vangeli sono trasparenti….. permetteteci di notare solo che Gesù viene arrestato, incriminato davanti a due corti, e giustiziato nello spazio di poche ore. Il tribunale Giudaico si svolge durante la notte, e proprio questa notte è la notte di una festa religiosa, una assurdità che da sola prova quanto lo scrittore fosse lontano dagli eventi ed il luogo di cui scrisse. Non viene rispettata alcuna usanza; per esempio il Sabato, viene violato varie volte, e vengono ignorate la legge e le usanze Giudaiche. Per quanto riguarda Pilato, egli è una caricatura inconcepibile di un magistrato Romano.

Così, la Passione di Cristo è veramente una rappresentazione, con il suo sviluppo temporale condensato, direzioni di palcoscenico e linee ritualistiche.

“Il Suo Sangue Sia Su di Noi e Sui Nostri Figli”

Come affermato, il sangue del capro espiatorio veniva cosparso sulla congregazione o il pubblico della rappresentazione, che avrebbe gridato: “Il suo sangue sia su di noi e sui nostri figli”, una rappresentazione standard ed una linea rituale che era fatta per assicurare fertilità futura e la continuazione della vita. Questo rituale è riflesso in Esodo 24:8, quando Mosè tira il sangue dei buoi sul popolo per suggellare il patto del Signore con loro e fu tramandato nella dottrina Cristiana di essere “lavati nel sangue dell’Agnello del Signore”. Viene anche esposto nell’Epistola agli Ebrei, dove i sacerdoti hanno sviluppato persino una “tecnologia” per emulare l’aspersione del sangue.

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Quaranta giorni e la Tentazione nel Deserto

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Quaranta giorni e la Tentazione nel Deserto

Molti dei salvatori, inclusi Budda, Horus, Manu, Quetzalcoatl e Zoroastro, furono tentati nel deserto come una parte standard del mito. Come dimostrato, la storia di Gesù/Satana è una rielaborazione del racconto dei “gemelli” Egizi Horus-Set, e questo mito della tentazione rappresenta la lotta tra la luce e l’oscurità, giorno e notte, ed inverno ed estate, Churchward spiega questi elementi del mito:
La storia del Vangelo del Diavolo che porta Gesù su una montagna estremamente alta da cui si potevano vedere tutti i regni del mondo e la loro gloria, e della contesa sulla sommità è originariamente una leggenda del Culto Astronomico, che è stata trasformata in storia nei Vangeli. Nel Rituale… la lotta viene descritta come se avesse luogo sul monte , cioè, “la montagna al centro della Terra, o la montagna di Amenta che arriva fino al cielo”, e che nel Culto Solare era posta al punto dell’equinozio, dove il conflitto era continuato e i gemelli venivano riconciliati anno dopo anno. L’equinozio era raffigurato alla sommità del monte sulla eclittica e la scena della lotta era infine configurata come un evento fisso nella costellazione dei Gemelli, il segno dei fratelli-gemelli, che combattevano e lottavano per sempre “su e giù per il giardino”, essendo più alto prima uno, poi l’altro durante le due metà dell’anno, o del giorno….. Questa contesa nel deserto era una delle grandi battaglie di Set e Horus….. Quaranta giorni era la durata che in Egitto si riteneva che il grano fosse in terra prima che germogliasse visibilmente dal terreno. In Egitto era un periodo di scarsità e digiuno, la stagione della Quaresima…. Il digiuno di Gesù nel deserto rappresenta l’assenza di cibo che è causata da Set nel deserto durante la sepoltura di quaranta giorni per il frumento, e Satana che chiede a Gesù di cambiare le pietre in pane è un gioco sul simbolo di Set, che in una rappresentazione veniva raffigurato come “una pietra”. La contesa del Cristo personale con un Satana personale nel Nuovo Testamento non è un fatto più storico della contesa tra il seme della donna ed il serpente del male nel Vecchio. Ambedue sono mitici e ambedue sono Misteri Egizi.46

La battaglia tra Set e Horus era ri-rappresentata sulla terra, poiché i sacerdoti del culto stellare, lunare e solare e i loro seguaci hanno combattuto tra loro per millenni.
Questa particolare parte del mito fu rifiutata dai primi padri Cristiani come “favolosa”, ma come molti altri elementi del mito solare, fu aggiunta più tardi per rendere l’uomo di dio più competitivo, “per mostrare che Cristo Gesù era prova contro ogni tentazione, che anche lui, come Budda e altri, poteva resistere ai poteri del principe del male”47

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La Mangiatoia e Grotta, Luogo di Nascita di Molti Dei

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La Mangiatoia e Grotta, Luogo di Nascita di Molti Dei

Nella tradizione Cristiana, si diceva che Gesù fosse nato in vario modo in una mangiatoia, una stalla e/o grotta, come molti dei precedenti. Come affermato, il neonato divino Adone/Tammuz era nato nella medesima grotta in Betlemme, ora considerata il luogo di nascita di Gesù, molto prima dell’era Cristiana. In relazione alla grotta di Adone, l’apologista Cristiano Weigall ammette:
La convenienza di questa appropriazione fu accresciuta dal fatto che l’adorazione di un dio in una grotta era un luogo comune nel paganesimo: Apollo, Cibele, Demetrio, Eracle, Ermes, Mitra e Poseidone erano tutti adorati in grotte; Ermes, il logos Greco era nato da Maia in una grotta, e Mitra era nato in una rupe.33

Come Gesù, anche il dio Greco Ermes era avvolto in pannolini e posto in una mangiatoia, come lo fu Dioniso.34
Il motivo della grotta/mangiatoia è parte del mito, rappresentando sia l’inverno che il tramonto del sole, quando sembra che vada sotto terra o nel mondo sotterraneo, che è l’utero sia dei cieli che della terra. Walker dice, “La grotta era universalmente identificata con l’utero della Madre Terra, il luogo logico per la nascita e per la rigenerazione simbolica.”
Le storie che generano confusione riguardanti il neonato solare che nasce in una grotta, mangiatoia e/o stalla riflette il cambiamento dei cieli, specificatamente la precessione degli equinozi. Come afferma Massey:
Così la grotta e la stalla sono due tipi di luogo di nascita al solstizio…. Nessun Messia, comunque, sia chiamato Mitra, Horus o Cristo avrebbe potuto essere nato in una stalla di Augias o la grotta di Abba Udda il 25 Dicembre dopo la data del 255 A.C., perché il solstizio era passato oltre quel segno nel asterim dell’Arciere.35

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